Tuffo nel Tevere gelato. La festa più coraggiosa

Sei tiberini sfidano la temperatura dell’acqua e brindano intorno al falò

Tuffo nel Tevere gelato. La festa più coraggiosa
Tuffo nel Tevere gelato. La festa più coraggiosa

Sono stati alla fine sei, uno in più di quanto anticipato, gli audaci che nel pomeriggio del giorno di San Silvestro, senza dubbio favorevole dal punto di vista climatico in rapporto al periodo, hanno sfidato l’acqua del Tevere per immergersi all’altezza di Viaio di Anghiari. Con Ivan Giovagnini, promotore dell’iniziativa, c’erano Alessio Magrini e Nicola Rondoni, anch’essi anghiaresi; il biturgense Alessandro Belli e i tifernati Giovanni Ramaccioni e Camillo Bacchi.

Avevano radunato un buon numero di persone fra parenti, amici, e pure il sindaco di Anghiari, Alessandro Polcri che ha raccolto l’invito. Alle 14.40, come da programma, i sei coraggiosi si sono tuffati per la nuotata: una cinquantina di metri di bracciate per poi rivestirsi e andare a festeggiare assieme ai presenti; era stato acceso un fuoco, attorno al quale sono stati consumati panettone, pandoro, salsicce secche e spumante per brindare all’anno nuovo. "Un’idea che mi era venuta all’indomani del Covid in un luogo che sono solito frequentare – ha detto Giovagnini – e ho voluto provare la singolare esperienza, tanto più che in questo punto il Tevere è da considerare un fiume alpino o quasi per la temperatura dell’acqua, che quando siamo entrati era di 7 gradi. All’inizio sono stato il solo, ora eravamo in sei e spero che con il tempo siano sempre più coloro che prendano parte a questo appuntamento".

Plauso da Polcri: "Abbiamo in Toscana il presidente Giani che in estate compie il rituale tuffo nell’Arno: potrebbe essere l’occasione per farlo anche nel Tevere".

C.R.