Scuola accorpata per un cavillo: "Una storia cancellata per due minuti"

La protesta degli insegnanti, corteo in piazza insieme agli alunni. L’incontro con il sindaco Innocenti

Scuola accorpata per un cavillo: "Una storia cancellata per due minuti"
Scuola accorpata per un cavillo: "Una storia cancellata per due minuti"

di Claudio Roselli

Per meno di un minuto, forse di secondi, l’autonomia di una storica scuola rischia di andare a farsi benedire. E con essa, quale conseguenza, alcuni posti di lavoro. Anche per questo, ieri mattina docenti, personale Ata e studenti (oltre un centinaio di persone, in totale, compreso il preside Renzo Izzi) hanno fatto sentire la loro voce nel cuore del centro storico della città, compiendo più volte il breve tragitto di via Matteotti fino a una piazza Torre di Berta con casine e addobbi natalizi. Il sindaco Fabrizio Innocenti e l’assessore all’istruzione, Mario Menichella, hanno incontrato i docenti e i ragazzi per ascoltare le loro istanze, palesando dubbi in merito ai criteri di classificazione adottati in base al… cronometro. L’accorpamento dell’istituto Giuseppe Giovagnoli al liceo "Città di Piero" sarebbe infatti determinato da un parametro con misurazione affidata a "Google Maps".

In base a quanto stabilito, infatti, fino a 41 minuti di distanza temporale da Arezzo le zone vengono definite intermedie; oltre questa durata diventano periferiche e "Google" fissa in 39 minuti e oltre la normale distanza dal capoluogo di provincia alla città biturgense; come dire che, se ci fossero voluti due minuti in più, il Giovagnoli avrebbe mantenuto l’autonomia in quanto ubicato in un Comune periferico. Ad aumentare di più il disappunto c’è il fatto che l’istituto delle Capezzine di Cortona è stato salvato per i 44 minuti calcolati, dimenticando però i 20 di treno che ridurrebbero la distanza e che avrebbero giustificato un identico provvedimento, dal momento che anche i collegamenti ferroviari farebbero fede. "Siamo davanti a una scuola che non solo ha fatto la storia e che nel tempo ha sfornato tanti artigiani, artisti e imprenditori – dice la vice preside Anna Milani – ma soprattutto è vergognoso che per una manciata di minuti il Giovagnoli debba subire questa assurda sorte. Dispiace che il Provveditorato non ci abbia appoggiato dopo averci invitato a stare tranquilli, promettendoci che non sarebbe successo niente; invece, ecco il fulmine a ciel sereno, per quanto sapessimo di avere il destino segnato fra un anno, non ora e all’improvviso. Siamo l’unica scuola dell’intera provincia a pagare" "Con l’accorpamento, diverse persone perderebbero il loro posto di lavoro – sottolinea la professoressa Milani – in quanto le distinte graduatorie di docenti, personale Ata e segreteria di Giovagnoli e Città di Piero verrebbero inglobate in una".