Polizia
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Arezzo, 23 gennaio 2018 - Faccia a faccia con il ladro: che forse per un attimo si spaventa più di lui. «Ero nel retro del negozio, intorno alle 16, nella pausa: ho sentito un rumore». E’ il Sushi Bar Number One: la loro avventura te la raccontano con franchezza. «E’ entrato pensando di poter agire indisturbato: ha trovato il mio dipendente che è stato molto coraggioso».

E la titolare dell’attività e ti passa subito al telefono l’«eroe» della situazione. «Non potevo fare finta di niente – sorride – sennò che gli raccontavo ai proprietari?». Ma torniamo alla scena. «E’ entrato scassinando la saracinesca: era tutto chiuso a quell’ora». Dentro si avventa sulla cassa, la strappa via. «Quando mi sono affacciato mi sono trovato davanti questo signore. Gli ho chiesto cosa volesse». Uno sguardo e la domanda diventa retorica. Un attimo e tutto appare decisamente più chiaro.

«Mi sono voltato verso la parte del bar, tutto devastato». Un attimo lungo una vita. «L’ho guardato negli occhi e lui ha guardato me». A viso scoperto, dimostrazione che fosse convinto di poter concludere il colpo in due balletti. Con sè aveva una borsa. «Fammi vedere cos’hai in quella borsa» gli ha detto. Lui cede subito, ma lo invita a non chiamare la polizia. Tutto finito? No.

«Ho avuto subito il dubbio che oltre alla cassa avesse portato via anche dell’altro: come potevo fidarmi». Inizia l’inseguimento. «Non lo potevo lasciare andare così». Ne parla come un signore di circa 50 anni, sicuramente italiano. Lui è decisamente più giovane e più veloce. «Ha preso la fuga nella direzione del sottopasso: l’ho raggiunto quasi subito». Per bloccarlo forse lo tira per il golf. «E’ caduto in terra nella concitazione, non l’ho minimamente colpito così comelui non ha colpito me».

Cadendo ha sbattuto la testa sul rialzo di un negozio di maglieria. Intorno gli occhi allibiti della gente. «Ho avvertito la polizia: e ho chiesto loro anche di allertare il 118 per soccorrerlo». Da derubato a inseguitore a soccorritore: tutto in pochi secondi. Poi l’ambulanza, l’arrivo degli agenti, il blocco definitivo. E Saione che ai primi barlumi dell’anno nuovo ricomincia a ruggire.