Movida blindata
Movida blindata

Arezzo, 23 maggio 2020 - I «gilet gialli» presidiano il sagrato di San Francesco: sono quelli degli steward, le cui pettorine spezzano e insieme proteggono l’eleganza della movida. Che già ieri,almeno a giudicare dalle prime avvisaglie della sera, ha visto la capitale degli aperitivi tornare ai numeri di una volta, o quasi: i giovani si riconciliano con la festa ma intorno cala un controllo serrato.

Le cui avvisaglie si avvertivano da lunedì, tanto da spingere i titolari dei locali per una volta a frenare nell’interesse generale. Hanno lanciato l’allarme e sopratutto la richiesta di non essere lasciati soli a gestire un fenomeno diventato complicato nei giorni del dopo Covid. E stasera sarà la vera prova del fuoco. Il sabato è da sempre la graticola sulla quale converge il mondo degli aperitivi.

Un’occasione di incontro, straordinaria e fondamentale per la salute economica di tante attività. E oggi per la loro ripresa: ma che rischia perfino di fare paura. La rete costruita intorno è di quelle spesse. Nei giorni scorsi l’incontro tra i titolari e la polizia municipale.

Che intanto ha deciso l’ora della ritirata: a mezzanotte. Così è andata ieri, malgrado un afflusso che in altri tempi avrebbe garantito tempi decisamente più lunghi. E così andrà stasera, nel sabato della verità. Mezzanotte dappertutto. Anche perché dappertutto la movida si è riaffacciata con forza. Lo ha fatto prima in punta di piedi e poi più decisamente a Sant’Agostino.

Lo ha fatto nei vicoli intorno al Corso, che si sono conquistati sul campo una forte autonomia dagli assi principali.E lo ha fatto, dicevamo, soprattutto a S.Francesco. Sullo stile che vi raccontavamo il giorno prima, tavoli sostanzialmente distanziati ma poi persone in piedi ovunque, anche di corona agli stessi tavoli. Sforzo e insieme difficoltà di rimanere nelle regole.

Ma il vero test è stasera. La polizia municipale rinnoverà la sua presenza:un ispettore e due pattuglie pronte a girare tutto il centro. Non fisse solo a San Francesco ma pronte ad intervenire per bloccare eventuali assembramenti. E mobilitata la polizia di stato: il controllo, che comunque sarebbe immaginiamo scattato lo stesso, è stato caldeggiato dal ministero degli interni.

Le volanti anche ieri sera erano in azione, in qualche caso con richiami decisi a chi tra i giovani veniva trovato fuori dal rigo, e a volte non solo dal rigo, delle regole. Una doppia presenza che attraverso le strade del centro ricucirà piazza Grande a Sant’Agostino, anche senza disdegnare gli altri angoli del percorso, da via Roma e via Crispi a Guido Monaco, tra i cui tavolini comincia a risvegliarsi la stessa febbre, del resto legittima da parte dei locali, di recuperare il tempo perduto.

Il resto è sotto la responsabilità dei gestori dei locali. Che all’interno hanno costruito non solo «isole» praticabili ma veri percorsi interni, visto che a volte la distanza è minacciata più che altro dagli spostamenti. Anzi, la possibilità di posizionare altri tavoli all’esterno oltre i limiti del suolo pubblico, diventa per una volta una valvola di sicurezza.

All’esterno gli steward: ieri erano due a San Francesco, forse saranno tre stasera. Mentre altri, dopo l’incontro organizzato da Confcommercio, sono stati piazzati anche in piazza Grande e in Sant’Agostino. Di sicuro la riapertura ha accelerato oltre ogni previsione il trend, riaccendendo la movida come se niente fosse successo nel mezzo. Ma qualcosa è successo: e tutte le antenne sono dritte per evitare di ricascarci.