Poche parole ma decise. "Questa non è legittima difesa, andiamo avanti". A dirlo è l’avvocata di parte civile Francesca Cotani che commenta gli sviluppi del delitto di San Polo con il nuovo avviso di conclusione delle indagini a carico di Mugnai. Adesso l’artigiano è accusato di omicidio volontario per aver ammazzato a colpi di fucile Gezim Dodoli, il vicino di casa che gli stava distruggendo il tetto con la ruspa.
La famiglia della vittima aveva già preso parte al processo. Due gli avvocati del foro di Milano ad assisterli: Francesca Cotani per la moglie Ilda e Sussman detto Daniele Steiberg per i figli Luca e Aldo. I legali apprendono la notizia da le colonne de La Nazione: "Premetto che apprendo gli sviluppi dal giornale, ma non posso che essere soddisfatta al momento per aver fatto giustizia - commenta Cotani - perché la legittima difesa non sussiste nel caso di specie". "Se andremo avanti nel processo? Sì, Certamente continueremo ad essere parte civile nel procedimento".
Sì perché adesso per Sandro Mugnai c’è il rinvio giudizio dietro l’angolo. Non è uno step scontato ma quasi. L’artigiano da quando ha ricevuto la nuova missiva dalla procura ha un termine di 20 giorni dalla notifica per prendere visione degli atti di indagine a suo carico, nonché chiedere di essere interrogato, produrre documenti, memorie e fonti di prove. Al momento gli avvocati Marzia Lelli e Piero Melani Graverini stanno ragionando con Mugnai sul da farsi. Il termine non è ancora decorso: potrebbero esserci novità. Intanto l’artigiano ieri ha rotto il silenzio e detto la sua ai microfoni di Arezzo Tv: "L’ho fatto per difendermi, non avevo altra scelta", ha detto a più riprese in tivù.
Non l’ha pensata così il giudice per le udienze preliminari Claudio Lara che nel giorno in cui era attesa l’udienza ha rimandato gli atti alla procura. Si tratta di uno scenario da omicidio volontario non da legittima difesa o eccesso colposo di legittima difesa, sostiene il gup. E quindi si riparte da capo. Alla fine questo era l’obiettivo degli avvocati di parte civile che dalla prima udienza a inizio autunno avevano chiesto di rivedere il capo di imputazione a carico del Mugnai. "Non può essere invocata da Mugnai la legittima difesa perché ha accettato la sfida lanciata dal proprio aggressore, innescando una sorta di duello, e comunque avendo reagito in maniera non proporzionata alla situazione di pericolo", a citare un estratto dell’ordinanza di 17 pagine del gup Claudio Lara.
Luca Amodio