Polveriera case popolari: "Che fine hanno fatto i lavori per la sicurezza?". Denuncia di Sunia e Cgil

"Nel 2020 il presidente di Arezzo Casa prese atto che le rimostranze degli abitanti di via Funghini erano legittime ma ancora niente interventi".

Polveriera case popolari: "Che fine hanno fatto i lavori  per la sicurezza?". Denuncia di Sunia e Cgil
Polveriera case popolari: "Che fine hanno fatto i lavori per la sicurezza?". Denuncia di Sunia e Cgil

Non si ferma l’emergenza casa e il 2024 riparte con nuove problematiche. Non solo rimane alto il numero degli sfratti, a destare preoccupazione è anche lo stato degli immobili di edilizia popolare. Sunia e Cgil denunciano lo stato di abbandono, in tutta Italia, degli alloggi di proprietà pubblica. Uno su tutti quello di via Funghini. Sunia e Cgil si chiedono che fine abbiano fatto i lavori alle popolari. "Il 20 luglio 2020 il Presidente di Arezzo Casa prese atto che le rimostranze degli abitanti delle case popolari di via Funghini 7 erano legittime, ma che era stato necessario interrompere i lavori iniziati due anni prima per mancanza di fondi – ricorda Stefania Teoni del Sunia - aver lasciato un cantiere a metà, ha ovviamente aggravato una situazione già pesante. La nota positiva dell’intervento era che si ipotizzava di vedere, in un triennio, la fine di lavori. Ci avviciniamo al quarto anno e non si parla ancora di inizio. Una visita all’immobile sarebbe una guida istruttiva per capire la situazione media delle case popolari in tutta la provincia". Sunia e Cgil denunciano lo stato delle case popolari fatte di ambienti umidi, di intonaci che si scrostano, impianti inefficienti, terrazze cadenti. "La lista sarebbe lunga ma è sufficiente ammirare lo stato della facciata che, da sola, degrada il decoro ambientale dell’area. Sono case popolari, ma la dignità e la sicurezza degli abitanti va salvaguardata". E nel resto d’Italia la situazione non è migliore, anzi spesso è più pesante in realtà dove le occupazioni abusive proliferano. In un Paese che con il 110% ha consentito a migliaia di proprietari di migliorare gratuitamente le proprie abitazioni, mancano fondi per risanare strutture di proprietà dei comuni, abitazioni ormai assegnate solo a famiglie in difficoltà.

"La Legge di Bilancio 2024 appena approvata conferma il progressivo azzeramento di qualsiasi efficace misura finalizzata a sostenere le famiglie colpite dalla grave emergenza abitativa difficoltà che vanno dall’aumento dei costi complessivi dell’abitazione ai provvedimenti di sfratto che riguardano, in tutto il paese, oltre 140.000 famiglie – continua Teoni - Oltre 30.000 hanno subito l’esecuzione nel corso del 2022".