"Persi clienti e lavoro, ora basta". Black out spegne un quartiere. La rivolta di ristoratori e residenti

Un’ora e mezzo senza luce manda in tilt le cucine dei locali all’ora di punta in via Redi e Madonna del Prato. Fabrizio: "Già successo domenica, un disastro". Sergio (Formaggeria): "Paghiamo bollette, il servizio non va".

"Persi clienti e lavoro, ora basta". Black out spegne un quartiere. La rivolta di ristoratori e residenti
"Persi clienti e lavoro, ora basta". Black out spegne un quartiere. La rivolta di ristoratori e residenti

AREZZO

Alle tredici scatta il "mezzogiorno di fuoco". Ma se tutti corrono a tavola e chi resta fuori si accontenta di un marciapiede e di un panino, tutto si spegne in un quartiere del centro. All’improvviso.

"Un disastro, avevamo i clienti già a pranzo, il locale pieno, stavamo servendo le nostre specialità quando un black out ha mandato tutto in tilt", spiega Fabrizio Sorini Arrigucci al Canova San Francesco, in via Redi. È lui a segnalare il caos all’ora di punta, non solo per il suo locale ma pure per la ventina di ristoranti che animano il triangolo tra via Madonna del Prato, via Redi e via Beccheria. Ristoranti al buio, sì, e pure le case degli aretini che vivono nella zona. E di punto in bianco, magari con la forchetta già in mano, sono rimasti a bocca asciutta. Francesco raddoppia la portata della protesta: "Abbiamo perso un giro completo di tavoli, i clienti che pranzavano sono rimasti a metà. Un danno notevole e non è la prima volta: domenica scorsa abbiamo avuto un’altra interruzione temporanea di energia elettrica". Gli fa eco Sergio della Formaggeria e usa toni di chi è amareggiato e arrabbiato per le difficoltà che ha dovuto affrontare in una delle giornate clou della Città del Natale: "Ognuno di noi ha i propri kilowatt di energia che paghiamo regolarmente e profumatamente, non è possibile subire un danno del genere che coinvolge un intero quartiere. Da cosa dipende? E perchè non viene risolto?", si domanda col piglio del ristoratore che, all’impronta, ha cercato di fare buon viso a cattiva sorte: "Nell’ora e mezza senza luce, poco dopo le 13, avevo in funzione piastre a induzione e microonde: tutto bloccato. Ho continuato a coccolare i clienti, puntando sull’atmosfera del pranzo al lume di candela, offrendo piatti freddi con le nostre specialità e facendo sconti ai clienti. Ma costi di personale e danno economico chi li paga?". Poi rilancia: "Ora basta, dicano cosa accade e come si intende risolvere perchè così non possiamo andare avanti. Noi le bollette le paghiamo ma il servizio non può andare a intermittenza".

Dall’Enel fanno sapere che i tecnici sono entrati in funzione restituendo energia elettrica e sono impegnati in verifiche per capire l’origine del guasto. Ma restano i disagi e il disappunto per una situazione che si ripete. Lo rileva Pierluigi Police della pizzeria Lo Scugnizzo: anche qui il black out ha picchiato duro. "Abbiamo avuto problemi due volte. C’era tanta gente seduta ai tavoli che aveva ordinato e ha dovuto rinunciare perchè non eravamo in grado di quantificare il tempo dell’attesa. Sono saltati i poss, la cassa, e un turno pieno di lavoro".

La maggiorparte della clientela è fatta da "famiglie coi bambini piccoli che dopo un giro in centro volevano pranzare e fermarsi per riposare prima di proseguire il tour, ma non avevano tempo per aspettare. I visitatori di questo evento sono adulti con figli, non è un pubblico giovane che può accettare l’attesa". Il paradosso, aggiunge Police, è che "accade sempre qui e in questa zona, perchè? È stato così anche in estate. Probabilmente c’è un sovraccarico delle linee, ma se è così, il problema va risolto. Anche perchè le bollette arrivano puntualmente e si pagano". Lui non ce l’ha fatta a chiudere per qualche ora, prima di ripartire col turno della sera. "Siamo rimasti tutti qui a recuperare il lavoro saltato per colpa del black out". Con un brivido lungo la schiena. "Stasera che succederà?".

Lucia Bigozzi