"Medioetruria: Una Battaglia Persa per l'Arezzo di Oggi"

Il tavolo tecnico ministeriale conferma che la scelta di Creti per la realizzazione di Medioetruria è dettata dalla politica. Per evitare scelte dettate da considerazioni elettorali, è necessario un vaglio finanziario indipendente. Per realizzare l'opera, è necessario un ritrovato spirito di unità tra le forze politiche e imprenditoriali.

D’Ascoli

Viene da chiedersi, banalmente, cosa sia cambiato in questo otto anni su bacini di utenza e su altri parametri analizzati in maniera concorde dai due tavoli tecnici regionali. La risposta appare altrettanto banale: nulla. Lo dimostra il fatto che tra i tecnici del tavolo ministeriale ce n’è pure uno che otto anni fa era tra i firmatari del documento che sosteneva la tesi esattamente opposta, ossia che Arezzo Sud era la localizzazione migliore. Se è così facile far cambiare idea a un tecnico su questioni oggettive è evidente che la scelta di Creti (dove oggi si arriva attraverso una strada sterrata) certifica il primato della politica rispetto alla tecnica.

L’entità dei costi impone che una grande opera come Medioetruria passi al vaglio di approfondite analisi finanziarie su costi e benefici da parte di valutatori indipendenti rispetto ai committenti, per evitare scelte dettate da considerazioni elettorali di breve respiro. È superfluo ricordare qui che la scelta di Rfi al tavolo tecnico è esattamente quella sponsorizzata dalla Regione Umbria comandata dalla Lega del ministro Salvini. A giugno prossimo a Perugia e Terni si ritorna alle urne: nelle dinamiche della politica è meglio "una stazione irrealizzabile", per usare le parole del sindaco Ghinelli, che una resa alle volontà di Arezzo. Se è vero che la decisione finale sulle opere pubbliche deve rimanere politica, non può però prescindere dai risultati di analisi trasparenti, né ignorare valutazioni di esperti indipendenti.

Anche il sistema Arezzo ha le sue colpe: i veti incrociati con maggioranze e opposizioni variabili a seconda delle convenienze stanno trasformando un progetto di fondamentale importanza in un sogno svanito. "Le grandi opere non si realizzano con la forza ma con la perseveranza", diceva nel Settecento lo scrittore inglese Samuel Johnson. La scelta del tavolo tecnico ministeriale dovrebbe trasformarsi nello schiaffo che spinge verso una ritrovata unità tra le forze politiche e imprenditoriali. Altrimenti Medioetruria è solo l’ennesima battaglia persa di questa terra.