Martellate e bastonate al fratello: "Aiutatemi, mi ammazza": arrestato

Tentato omicidio e rapina in un appartamento di Largo 2 Giugno: la lite era scoppiata per vecchi dissapori. La vittima è stata colpita più volte alla testa ma non è in pericolo di vita. L’aggressore rimane dietro le sbarre.

Martellate e bastonate al fratello: "Aiutatemi, mi ammazza": arrestato

Martellate e bastonate al fratello: "Aiutatemi, mi ammazza": arrestato

Bastonate e martellate alla testa del fratello. Fermato viene arrestato con la pesantissime accuse di tentato omicidio e rapina. "Aiutatemi, mi ammazza". È lunedì 30 ottobre quando da un palazzo di Largo 2 Giugno arrivano le agghiaccianti urla.

A cogliere la disperata richiesta di aiuto è un vicino che immediatamente lancia l’allarme al 112. "Venite, c’è un’aggressione in corso". Personale dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal vicequestore Marco Gallorini, arrivano sul posto.

Seduto in strada, completamente nudo e sanguinante, con evidenti ferite alla testa ed agli arti, c’è la vittima, un uomo italiano di circa 45 anni. La scena è agghiacciante. Viene richiesto l’intervento urgente dei sanitari. L’uomo viene soccorso, nonostante le brutte ferite non è in pericolo di vita.

Intanto un’altra Volante si mette alla ricerca dell’aggressore. Di chi, qualche minuto prima, aveva ridotto in quelle condizioni il 45enne, per poi abbandonarlo in una pozza di sangue. Poco lontano viene individuato. Con lui aveva tutti gli effetti personali della vittima, il portafogli, dei documenti anche i vestiti. Nonché il martello e il bastone utilizzati per l’insano gesto.

I poliziotti lo fermano, lui non oppone alcuna resistenza. Poi scoprono essere il fratello dell’uomo aggredito. Dissapori in famiglia, questo sarebbe il movente che ha portato a tanto. Se è mai possibile questo come spiegazione di un gesto tanto folle. Che ha fatto alzare più volte un bastone e un martello contro il fratello. Colpendolo là dove poteva fare più male, la testa. Screzi non nuovi fra i due; con successivi accertamenti i poliziotti infatti scoprono che già in passato si erano verificati degli episodi di aggressione nell’ambito familiare.

Quella di lunedì quindi sarebbe l’ennesima violenza, l’ultimo tragico atto di un rapporto pieno di crepe. L’arrestato a marzo era stato infatti ammonito con provvedimento del Questore di Arezzo. I due abitavano nell’appartamento a Saione insieme alla madre in un clima difficile e di terrore quotidiano.

"Sta vincendo l’Arezzo?", è la prima cosa che l’aggressore ha chiesto una volta arrivato in questura. Si è preoccupato di sapere come stava procedendo la partita fra gli amaranto e il Gubbio. L’uomo è stato portato nel carcere aretino. Giovedì ne è stato convalidato l’arresto e disposta la custodia cautelare.