Lorenzo Cinatti
Lorenzo Cinatti

Arezzo 15 febbraio 2021 - Ha dovuto scegliere tra una conferma a Soprintendente alla Scuola di musica di Fiesole dove ha lavorato per nove anni o la direzione della Fondazione Guido d’Arezzo. Lorenzo Cinatti ha scelto Arezzo e oggi è stato presentato ufficialmente come nuovo direttore. Ha partecipato al bando concorsuale e dopo una serie di colloqui con il sindaco è stato nominato direttamente da Ghinelli che della Fondazione è presidente. La prima uscita pubblica è stata una conferenza stampa on line in cui ha illustrato a grandi linee come si muoverà nei prossimi mesi. Fra l'altrio la Scuola di musica di Fiesole ha creato ad Arezzo la Casa della musica con tre anni di conservatorio.

“Mi sono buttato perché credo che questa città abbia potenzialità importanti e abbia molto da dire per programmazione culturale e spinta innovativa. I suoi fondamentali sono le istituzioni e un  ricco humus culturale di associazioni che non tutte le città hanno - si è presentato Cinatti - c’è tanta creatività aretina per questo mi sono voluto mettere in gioco. Tanti mi associano alla musica classica ma da quando avevo quindici anni ho toccato tutti i settori degli spettacoli dal vivo da rock al teatro alla musica classica all’arte contemporanea. La mia idea è dei creare una culla accogliente per gli artisti che verranno e ascoltare e confrontarmi con tutte le realtà associative del territorio, creare connessioni e collaborazioni includendo tutta la città, dalle forze economiche agli studenti fino alle famiglie per una crescita culturale di tutti e per tutti. La città intera deve diventare un laboratorio”.

Cinatti , laureato in storia all'Università di Firenze prima di ricoprire le cariche di direttore e presidente del Teatro Puccini nel capoluogo toscano. Sovrintendente della Fondazione scuola di musica di Fiesole onlus dal 2012, è attraverso quest’ultima che nel 2017 ha contribuito alla creazione della Casa della musica di Arezzo. 

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha provveduto alla individuazione di Cinatti con proprio decreto, il numero 21 del 10 febbraio scorso: atto che ha concluso un iter avviatosi a gennaio con l’attivazione di una procedura selettiva e proseguito con i colloqui individuali dei candidati. Le motivazioni riportate nel dispositivo del decreto sono state ribadite dal sindaco, nonché presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, nel corso della conferenza stampa: “Lorenzo Cinatti coniuga esperienza amministrativa e gestionale, anche in ruoli dirigenziali particolarmente complessi e a elevato contenuto di specializzazione, capacità d’innovazione, conoscenza del territorio e delle sue tradizioni storiche. Parliamo quindi di un manager della cultura e di un profilo atteso. Mi affaccio ai prossimi cinque anni con due sentimenti contrastanti: da un lato l’entusiasmo di sempre, dall’altro la preoccupazione per la situazione attuale. Lorenzo Cinatti arriva in un giorno per noi aretini simbolico ed evocativo: la Madonna del Conforto. L’augurio che gli faccio è che attraverso la cultura ci permetta di mantenere viva Arezzo. Insieme studieremo i modi per superare il guado, anche grazie alle nuove forme di espressione artistica online. Di sicuro non ci arrenderemo”.

Anche il vicepresidente della fondazione Alfredo Grandini ha espresso piena fiducia nel nuovo direttore. Ringraziamenti anche al predecessore Roberto Barbetti per il lavoro svolto.

Lorenzo Cinatti ha espresso innanzitutto felicità per questo suo nuovo suolo: “Arezzo ha sia istituzioni di grande prestigio sia una ricchezza associativa che poche città possono vantare. Dopo Fiesole, molti mi associano alla musica ma le mie esperienze hanno toccato vari ambiti. In merito proprio all’attività culturale credo molto nella programmazione con percorsi, scopi e risorse certe. Così come credo in un lavoro che abbia una visione a lunga scadenza. Al fine di creare una città accogliente per gli artisti e le loro proposte e sempre con un occhio attento alle realtà del territorio. Cultura non significa solo rassegne articolate per pubblici diversi, con il rischio che diventino a compartimenti stagni. Dovremo invece essere bravi a connettere e includere sempre la città nella sua interezza. Un ulteriore step sarà ovviamente quello del reperimento delle risorse”.

“Insieme a Barbetti – ha concluso Ghinelli – abbiamo costruito uno strumento che ha dato già risultati importanti, adesso è arrivato il momento della svolta. La fondazione è diventata adulta, l’avvento di Lorenzo Cinatti ci permette di abbinare alla consueta passione, una spiccata professionalità. Per una cultura che sia realmente appannaggio di tutti”.