La svolta di Cortona. Centrodestra su Carini: "Meoni sfiduciato: l’avversario è Vignini"

L’ufficialità dei vertici regionali dei partiti che hanno sciolto gli indugi. I rapporti con il sindaco e la scelta degli alleati di non farlo cadere . Parte la corsa del politico di Fdi: "Ma Luciano non sarà un nemico". .

La svolta di Cortona. Centrodestra su Carini: "Meoni sfiduciato: l’avversario è Vignini"
La svolta di Cortona. Centrodestra su Carini: "Meoni sfiduciato: l’avversario è Vignini"

Nicola Carini, vicepresidente della Provincia di Arezzo e attuale Presidente del Consiglio comunale di Cortona sarà il candidato unitario di centro destra alle prossime amministrative di giugno. L’ufficialità arriva dai vertici regionali dei partiti che hanno sciolto gli indugi formalizzando il nome dell’esponente di Fratelli D’Italia.

Perché avete preso la strada di una candidatura unitaria alternativa?

"Abbiamo cercato in tutti i modi di preservare il valore più importante che è l’unità del centro destra. Unità che ci era stata dettata da tutti i livelli partitici, anche nazionali. Nonostante i rapporti non facili con Meoni che non ci ha reso mai partecipi delle decisioni importanti che questa amministrazione, il 27 ottobre scorso anche FDI aveva dato l’ok ad un secondo mandato al sindaco uscente".

Cosa non ha permesso di trovare la quadra?

"I vertici regionali hanno iniziato una trattiva, che non abbiamo voluto in nessun modo condizionare, per non essere additati come quelli interessati alla candidatura a sindaco. Sono state fatte una serie di richieste, ma nessuna è stata accolta. Se oggi tutto il centrodestra ha preso un’altra strada un esame di coscienza Meoni se lo deve fare".

Sul piatto c’era anche la richiesta da parte di Fratelli D’Italia di entrare in giunta. Non trovavate tardivo a fine mandato questo passaggio?

"Era un mero gesto politico in extremis. Una presa di responsabilità per il Governo della città. Erano oltre due anni che FDI chiedeva di poter essere maggiormente coinvolta nelle scelte politiche. Ovviamente avremmo lasciato la poltrona del presidente del consiglio. Quindi è inutile che si parla di richieste di poltrone. La nostra astensione nella votazione del bilancio non è certo stata dettata dal suo diniego alle nostre richieste di entrare in giunta, ma in netto contrasto all’atteggiamento di non condivisione dei progetti. Nei documenti programmatici FDI non ha potuto dire mai la sua. Per precisa indicazione del Sindaco che non voleva nemmeno che avessimo rapporti con gli assessori".

Ma i vostri alleati di oggi Forza Italia e Lega in giunta, però, c’erano.

"La non ricandidatura unitaria non è un caso. L’atteggiamento che ha avuto anche con gli altri partiti alla fine è stato lo stesso che ha avuto con noi".

Ma se i rapporti erano così difficili perché non avete deciso un’azione più incisiva, anche a costo di far cadere questa amministrazione?

"Avevamo un contratto con gli elettori e volevamo rispettarlo. Abbiamo provato a fare il massimo, ma ora è ora di dare una svolta diversa. Meoni è isolato, senza rapporti con il Governo centrale, in questi anni non ha coltivato rapporti nemmeno con comuni affini politicamente".

Si aspettava un passo di lato di Meoni?

"Io me lo aspetto ancora, in nome dei suoi più volte sbandierati ideali di centro destra. Per me Meoni non è un nemico. Il mio più importante avversario in questa partita è il centro sinistra, ad oggi rappresentato dalla candidatura di Vignini. Altrimenti c’è da chiedersi: ma è davvero un uomo di centro destra? Peraltro fino ad ora dalla sua bocca sono uscite parole di attacco solo contro il centro destra e non una parola sul centro sinistra".