Truffe anziani (foto di repertorio)
Truffe anziani (foto di repertorio)

Arezzo, 3 agosto 2016 - Estate per la maggior parte di noi significa vacanze, relax, e divertimento. Per alcuni è invece il momento in cui si «lavora» di più: i truffatori. Sempre in agguato, approfittano della solitudine e della debolezza delle persone, soprattutto, degli anziani per tentare ogni tipo di truffa. La casistica - ci spiegano dalla Questura e dalla Prefettura - è infinita ma quelle più ricorrenti in abitazione iniziano sempre con una scusa per entrare in casa. Sono numerosi i casi in cui aretini denunciano «falsi» o sospetti controlli del gas, letture della luce, consegne di un pacco o, addirittura finti appartenenti alle forze dell’ordine che si presentano alle loro porte.

E’ di pochi giorni fa l’ennesima truffa in strada. Un anziano è stato avvicinato nei pressi della sua banca dopo aver ritirato denaro. O sempre più spesso - come ci spiegano le forze dell’ordine - sono sconosciuti «conoscenti» di vecchia data che con modi gentili si fanno invitare a casa per svuotarla dei preziosi. E ancora decine di anziani ultimamnete sono finiti in trappola con una telefonata di un parente o di un amico di un famigliare o di un avvocato che richiede soldi preannunciando l’arrivo di un incaricato per il ritiro.

Furti e truffe, d’estate è un vero boom. I truffatori sono spesso dei veri professionisti. Ma talvolta è anche la nostra imprudenza a giocare un ruolo decisivo e la nostra voglia di «condividere». Così capita che sui social scriviamo tutto, ma proprio tutto. Comprese le vacanze e quindi le assenze da casa, senza pensare che anche i malintenzionati, nei monitoraggi che precedono i colpi, utilizzano proprio i social per carpire delle informazioni utili sulle vittime designate - come ci spiegano dalla polizia.

Impazza poi la truffa della falsa telefonata, che di norma colpisce i più anziani. «Suo figlio ha avuto un incidente». L’iter è uguale per tutti. La truffa ha inizio. La voce al di là del telefono spiega che c’è stato un incidente, al figlio o al nipote, ma non grave. E poi prosegue «La macchina purtroppo non risulta assicurata regolarmente. Ma non ci sono problemi di sorta con le forze dell’ordine». Basta pagare. Generalmente cifre che si aggirano intorno a qualche migliaio di euro.

E infine «Se vuole le mando a casa un mio collaboratore a ritirare il denaro». E’ fatta. E se il denaro non ce l’ha a disposizione nell’immediato, sono pure disposti a contrattare, a scendere il prezzo, meglio qualche euro che niente, o a ripiegare su oro e argento. Sono decine i casi avvenuti ad Arezzo. La Procura indaga ed è decisa a fare luce. Fare leva sulla sensibilità di una persona anziana, sull’affetto verso i suoi cari. Le sue maggiori debolezze.

Le buone regole per evitare di essere truffati? Eccole: quando suonano alla porta guardare sempre dallo spioncino, ricordare che il controllo domiciliare delle utenze domestiche di solito viene preannunciato con un avviso, farsi mostrare sempre il tesserino di riconoscimento e non chiamare mai utenze telefoniche fornite da loro perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice.

È sempre meglio che le persone anziane si facciano accompagnare in banca. Imbrogli sofisticati messi a segno da falsi operai o dipendenti dell’Inps, finti poliziotti o medici di inesistenti organizzazioni umanitarie e che potrebbero trarre in inganno anche le persone più attente. E poi, per una volta, provate a non voler annunciare a tutto il mondo quale sarà la spiaggia e i giorni in cui passerete le vostre vacanze.