Il dramma del crollo a scuola : "Sfiorato dal solaio caduto: salvo per pochi centimetri"

Il professor Maddii: "Abbiamo sentito un grande boato, come un’esplosione: era l’intonaco che aveva perforato il plexiglass. Ci ha protetto la tettoia che ha evitato una tragedia".

Il dramma del crollo a scuola : "Sfiorato dal solaio caduto: salvo per pochi centimetri"

Il dramma del crollo a scuola : "Sfiorato dal solaio caduto: salvo per pochi centimetri"

di Francesco Tozzi

Venerdì mattina si è trovato ad una manciata di centimetri dal pezzo di intonaco che, staccandosi dall’edificio, ha rotto una copertura in plexiglass finendo a terra in mille pezzi. Andrea Maddii (nella foto) è professore all’Isis Valdarno e insegna agli studenti dell’istituto Marconi.

Attimi di vero spavento, ma fermezza e lucidità hanno prevalso durante la fase di evacuazione. Dalla provincia di Arezzo fanno sapere che i lavori di messa in sicurezza dei locali di via Piave si sono già conclusi, quindi da domani sarà possibile tornare in classe. L’istituto ha invece comunicato che fino all’11 novembre non ci sarà lezione frontale al Marconi, bensì acconciatori ed estetisti saranno dirottati al Severi.

Professore, cosa ricorda di ciò che è successo fuori dal laboratorio?

"All’inizio abbiamo sentito un grosso boato, come un’esplosione. Poi abbiamo realizzato che si trattava dell’impatto dell’intonaco che, cadendo sulla tettoia di plexiglass, era riuscito a perforarla. Per fortuna non è caduto tutto al suolo, perché una porzione è stata trattenuta sulla pensilina. Alla fine è stata la tettoia a proteggerci, evitando che cadesse del materiale sopra le nostre teste". Tutto questo in una mattinata che pareva scorrere tranquillamente come tante altre.

"La circostanza incredibile è che l’intervallo era terminato da cinque minuti e pochi istanti prima i ragazzi si trovavano proprio all’esterno, nelle vicinanze del punto in cui è caduto l’intonaco. Gli studenti in quell’attimo erano tornati in classe".

Poi come avete agito?

"Dopo l’incidente li abbiamo trattenuti all’interno. Il nostro timore, infatti, era che i detriti rimasti sospesi sulla tettoia potessero cadere. Come prima cosa abbiamo avvertito la vicepreside, che ha provveduto a contattare la protezione civile, Carabinieri e Vigili del Fuoco, che ci hanno fatto evacuare al di fuori della struttura. Non abbiamo neanche mandato in bagno i ragazzi che ne facevano richiesta, vista la situazione così delicata. Menomale non ho fatto uscire dall’aula uno studente che poco prima del crollo me lo aveva chiesto, altrimenti oggi lo avrei sulla coscienza".

Una volta giunti all’esterno come vi siete sentiti?

"Usciti da scuola, dopo l’evacuazione, c’è stato un po’ di crollo emotivo generale che ci ha visto stringerci tutti quanti in un grande abbraccio collettivo. Eravamo sotto choc e allo stesso tempo abbiamo realizzato che sarebbe potuta andare molto peggio".

Siete stati messi a dura prova, insomma...

"È stata una giornata difficile: ho pensato per tutto il tempo a cosa sarebbe potuto succedere se mi fossi trovato qualche centimetro più in là. Ho pianto immaginando a cosa siamo scampati, io in primis ma anche tutti gli studenti. Ringrazio solo di essere stato risparmiato".

E adesso?

"Se torno indietro con la mente la paura mi assale, ma cerco di guardare avanti con più energia di prima perché potevo non essere qui a raccontare questa storia. Anche ieri ho lavorato per i miei ragazzi, acconciatori ed estetisti, che sono richiestissimi per la loro professionalità. Noi insegnanti andiamo avanti per loro".