Il Cantuccio apre nel segno della continuità. Tre nuovi titolari e uno staff collaudato

Tre nuovi titolari riaprono il Cantuccio ad Arezzo con continuità e passione, mantenendo lo staff e i sapori che lo hanno reso un punto di riferimento nel territorio.

Il Cantuccio apre nel segno della continuità. Tre nuovi titolari e uno staff collaudato

Il Cantuccio apre nel segno della continuità. Tre nuovi titolari e uno staff collaudato

Riapre il Cantuccio in via Madonna del Prato, ma non lo chiamate "nuovo" perché la parola d’ordine sarà: continuità. E’ quanto tengono a sottolineare i tre nuovi titolari, tre amici che provengono da mondi lavorativi completamente diversi, ma con il Cantuccio da sempre nel cuore. Sono Andrea Faralli, imprenditore della pelletteria, Piero Migliorini, manager di un fondo di private equity e Simone Guerri, ex calciatore e ora direttore sportivo del Siena. Domani partirà la nuova gestione, che sarà curata da Michela Dragoni, moglie di Andrea, e Simone. Con loro ci sarà ancora Gabriella Bianchi che per 27 anni ha condotto il locale. "La nostra idea nasce dall’amore. Dall’amore per il territorio, per il Cantuccio e dall’affetto che ci lega a Gabriella" spiega Andrea Faralli. "Per anni per noi e per le nostre famiglie il Cantuccio è stato punto di riferimento, luogo di incontro. Era il nostro passatempo preferito. Da qui il rapporto storico con Gabriella per la quale questo locale è stato un quarto figlio". Invariato lo staff in cucina, e i sapori che hanno decretato il successo del Cantuccio. La "squadra" resterà ai fornelli: cinque dipendenti. "L’obiettivo è quello di non modificare praticamente niente. Con molta umiltà cercheremo di replicare la qualità del posto, puntiamo su quello che di buono è stato fatto. Motore importante resta la capo cuoca e i suoi collaboratori" continua Faralli. "Il Cantuccio era a rischio chiusura, con lui sarebbe sparito un pezzo storico di Arezzo. Così abbiamo deciso di dare continuità ad una attività storica aretina, per passione, non per professione. L’anima rimarrà la stessa, per questo Gabriella rimarrà con noi, nel solco della tradizione" spiega Piero Migliorini.