Le sorelle e lo zio di Guerrina
Le sorelle e lo zio di Guerrina

Arezzo, 5 maggio 2017 - «Padre Gratien sa,ma non parla. Perché la Chiesa continua a proteggerlo?» Non si danno pace i familiari di Guerrina, la donna scomparsa da Ca’ Raffaello il primo maggio 2014. Tre anni e non ancora un corpo su cui piangere. «L’unica persona che potrebbe aiutarci non parla» attaccano da Novafeltria le sorelle Marina, Donatella, Loredana e lo zio Silvano.

Per i giudici della Corte d’Assise, l’assassino di Guerrina è padre Gratien. Lo è anche per voi? «La sentenza  ha stabilito con certezza il suo coinvolgimento nella sparizione di Guerrina. Gli oltre 4000 contattati telefonici  lo dimostrano. Secondo noi continua a nascondere parte della verità».

Avete scritto una lettera al Papa? «Sì, e non solo a lui. Da anni chiediamo l’intervento della Diocesi e del vescovo di Arezzo. Ma i nostri appelli sono sempre caduti nel vuoto, e in cambio abbiamo ottenuto solo indifferenza. La nostra impressione è che le autorità ecclesiastiche facciano quadrato attorno a padre Gratien. Non riusciamo a capire perché. In passato il Vaticano ha preso posizioni nette su questioni meno delicate di questa».

La vostra richiesta? «Che i vertici della Chiesa facciano pressione su Gratien per convincerlo a rivelare ciò che sa. A noi basta un segnale che ci permetta di capire dove si trovano i resti della nostra Guerrina».