VALDARNO
Cronaca

Gruccia, operazione pronto soccorso. Nuove sale e percorsi Covid separati

Da lunedì via alla riqualificazione. Come cambiano le zone di attesa dei codici minori. L’attività non si ferma

Gruccia, operazione pronto soccorso. Nuove sale e percorsi Covid separati

Gruccia, operazione pronto soccorso. Nuove sale e percorsi Covid separati

di Marco Corsi

Procedono nel pieno rispetto del cronoprogramma i lavori di ampliamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia. Da lunedì 16 ottobre alcune aree di attesa dei codici minori e la sala di attesa esterna saranno interessati da interventi di riqualificazione e quindi il loro uso sarà interdetto per circa 40 giorni. All’interno della struttura saranno ricavati spazi per queste attività, riducendo altre aree con destinazione d’uso differente. "Siamo soddisfatti di come sta andando avanti il cantiere – ha detto la direttrice sanitaria della Asl Toscana Sud Est Simona Dei – e sono convinta che il primo step dei lavori sarà consegnato nei tempi prestabiliti. La cosa importante è che durante questo periodo il Pronto Soccorso continua a lavorare e i servizi vengono erogati come sempre. E questo sta avvenendo". La fase uno dell’ampliamento si dovrebbe concludere nella primavera del 2024 e prevede nuove sale visita, una nuova sala terapia, un deposito attrezzature e la separazione dei percorsi Covid-No Covid. Successivamente via alla seconda fase, già finanziata, che prevede il raddoppio dei posti letto, nuovi ingressi separati per chi ha contratto il Coronavirus, una sala per codice rosso Covid e nuovi locali di vestizione e svestizione. Le risorse provengono per 693.000 euro dal decreto rilancio e per mezzo milione di euro da bilancio, in aggiunta a un altro milione e cento di finanziamento statale. Insomma, un investimento complessivo di due milioni di euro che consentirà, da un lato, agli operatori di lavorare bene, dall’altro all’utenza di usufruire di spazi più funzionali e accoglienti. L’ospedale del continua ad avere indici di volume di attività significativi e dal 2020 ad oggi si è resa evidente la necessità di avere tutti i setting su un unico livello rispetto alla situazione attuale, che vede il pronto soccorso al secondo livello e il reparto di medicina di urgenza e Hdu al terzo. Previsto quindi l’ampliamento delle aree esistenti mediante la costruzione di due nuovi padiglioni realizzati al posto dei giardini laterali, oltre ad una riorganizzazione degli spazi interni, ed un adeguamento di tutti gli impianti.

La struttura sanitaria rappresenta un riferimento indispensabile per un’area territorialmente ampia, registrando un ampio numero di accessi anche dal fiorentino e non solo, come testimoniano i numeri. Nei due anni della pandemia gli ingressi si erano quasi azzerati, ma adesso, con il ritorno alla normalità, l’afflusso è tornato ad essere consistente. E una parte dei pazienti viene ricoverato, quindi ci sono conseguenze anche sui posti letto della medicina interna. Gli accessi annui sono oltre 50mila.