LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Fimer, arriva lo stato d’insolvenza: "Subito un incontro al ministero"

I sindacati: "Tavolo a Roma con i commissari giudiziali". Greybull conferma l’impegno, ma c’è l’incognita tempo

Fimer, arriva lo stato d’insolvenza: "Subito un incontro al ministero"

Fimer, arriva lo stato d’insolvenza: "Subito un incontro al ministero"

"Bisogna fare presto". Liviana Rotesi, 62 anni, sta in Fimer dal Novanta. Il suo, è il primo reparto nella catena di montaggio. Lei assemblea schede elettroniche per inverter fotovoltaici, il prodotto di punta che fa della Fimer un’azienda leader in Italia. Ordini in cassaforte, ma problemi nella gestione.

"Bisogna fare presto", ripete Liviana ed è la stessa frase che urlava insieme ai trecento dipendenti (duecento nell’indotto) dello stabilimento di Terranuova, il primo giorno di giugno, davanti al palazzo del tribunale. La stessa che oggi mette al primo posto nei commenti che in queste ore rimbalzano tra i reparti dove l’attività procede a singhiozzo, turni ridotti. La novità arriva ancora dal tribunale, questa volta di Milano, dopo la boccata di ossigeno per l’accordo di luglio tra proprietà e Fondo inglese Greybull Capital-Mc Laren, interessato ad acquisire lo stabilimento.

A Milano il giudice ha accolto la richiesta del pm e decretato lo stato di insolvenza dell’azienda, aprendo così le porte all’amministrazione straordinaria. Un passaggio che, di fatto, azzera tutta la storia pregressa e ne consegna il timone a tre commissari giudiziali che dovranno valutare e poi decidere tra amministrazione straordinaria o fallimento. Ma inevitabilmente i tempi si allungano e la preoccupazione degli operai sta in una sola domanda: "Per quanto saremo in grado di reggere?".

Da parte sua, Greybull conferma l’impegno su Fimer. Dopo l’accordo di luglio, ha già versato cinque milioni di euro per l’acquisto di materie prime e stipendi degli operai. Ora il manager Marc Meyohas, rilancia: "Rimaniamo pienamente impegnati, in qualità di investitori e partner industriali, nel garantire che Fimer raggiunga il suo pieno potenziale" e sottolinea che la decisione del tribunale di Milano "ha determinato l’inadeguatezza dei piani elaborati dalla precedente amministrazione di Fimer".

Il tempo, dunque, è l’incognita che pesa sul futuro della fabbrica valdarnese, di nuovo davanti a un bivio. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente al ministero: un tavolo istituzionale con i commissari giudiziali per mettere a punto un piano di lavoro dalle tappe serrate. E il governatore Eugenio Giani che ha seguito tutte le fasi della vertrenza è pronto a fare pressing affinchè "il tavolo istituzionale al ministero possa aprirsi e andare avanti in tempi rapidi. Noi chiederemo di partecipare a tutela dei lavoratori".

Nella corsa contro il tempo c’è un’altra tagliola: a novembre scadono gli ammortizzatori sociali. Sul tavolo romano saranno il primo punto della road map per salvare Fimer.