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6 mag 2022

Due aziende su tre non trovano da assumere Ma la formazione resta ancora un miraggio

I numeri di Format Research sulle imprese: in provincia il 65% ha difficoltà nel trovare dipendenti, ma il 72% non punta sui corsi

federico d’ascoli
Cronaca
Il cameriere, uno dei ruoli più richiesti che, a dire dei ristoratori, non trova corrispondenze adeguate sul mercato del lavoro
Il cameriere, uno dei ruoli più richiesti che, a dire dei ristoratori, non trova corrispondenze adeguate sul mercato del lavoro
Il cameriere, uno dei ruoli più richiesti che, a dire dei ristoratori, non trova corrispondenze adeguate sul mercato del lavoro

di Federico D’Ascoli

Il 65% delle imprese di commercio, turismo e servizi ha incontrato difficoltà a trovare nuovi lavoratori ma il 72% non ha avviato nessuna attività di formazione, al di là di quella obbligatoria. Sembrano percentuali fredde che però raccontano le due facce di un rapporto, quello tra imprenditori e lavoratori che la pandemia sembra aver distanziato. La tanto attesa ripartenza, con la spada di damocle dell’instabilità politica legata all’invasione dell’Ucraina, si scontra con un rapporto tra lavoro e formazione che sembra ancora un dialogo tra sordi. Le competenze consentono al lavoratore di mantenersi vivo sul mercato. In sostanza: l’azienda potrebbe anche chiudere, ma il dipendente avrebbe comunque la possibilità di trovare un’alternativa e di ricollocarsi. Resta questa la grande sfida da vincere in una realtà come quella italiana dove i posti di lavoro non si creano "per magia" e, non essendoci crescita, è ancora più difficile recuperarli. Al tempo stesso c’è bisogno di dipendenti più preparati per mantenere competitività sul mercato. Per questo nella formazione dovrebbero intervenire anche le aziende che spesso lamentano le difficoltà a trovare competenze adeguate alle loro necessità.

Sullo sfondo, c’è un’economia aretina sempre più terziarizzata: come ha evidenziato l’indagine commissionata da Confcommercio Toscana a Format Research, illustrata dal presidente dell’istituto di ricerca Pierluigi Ascani.

Al netto delle imprese agricole, ad Arezzo appartengono al terziario il 56,7% delle imprese (oltre 24 mila su 43 mila). Imprese che hanno ripreso ad assumere: il 35% ha avviato azioni per la ricerca di personale già nella seconda metà del 2021. Un dato che aumenta nei settori ristorazione, ricezione turistica e servizi alla persona. Due imprese su tre, il 65% dichiarano però di aver incontrato serie difficoltà nel reperire le persone giuste. I motivi? Pochi candidati con le competenze cercate, oppure pochi interessati alle mansioni offerte. E le difficoltà nella ricerca di personale hanno un impatto diretto sul livello di competitività delle imprese per il 70% degli operatori intervistate. Che, tra le attitudini più ricercate nei candidati, mettono lo spirito di adattamento e la flessibilità (competenze fondamentali per più di 9 imprenditori su 10), seguite dalla capacità di lavorare in gruppo e di trovare soluzioni ai problemi.

"Perché – spiega il direttore regionale e provinciale di Confcommercio Franco Marinoni – se da un lato crescono le fila dei disoccupati, o peggio di chi un lavoro non lo cerca più, dall’altro le imprese rallentano i progetti di sviluppo perché non trovano personale. E questo provoca una mancata crescita del benessere per famiglie e aziende, diminuisce la fiducia nel futuro e apre una ferita profonda, nella nostra società".

L’associazione di categoria del terziario si candida a portare avanti insieme alla Regione Toscana e ai sindacati dei lavoratori nuove strategie operative per allineare politiche del lavoro e della formazione nell’ambito del terziario, con l’obiettivo duplice di aumentare l’occupazione e la competitività del sistema economico.

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