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6 mag 2022

Consorzio di bonifica: "Senza acqua non si fa agricoltura", presentato il piano laghetti

Già individuati alcuni siti ad hoc, di cui la presidente Serena Stefani ha parlato in occasione del Forum dell'Acqua che si è tenuto di recente ad Arezzo

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Piano laghetti

Arezzo, 6 maggio 2022 - Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno ha partecipato al Macfrut di Rimini, palcoscenico scelto da ANBI (Associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione) per ufficializzare, il “piano laghetti”, un piano nazionale, messo a punto con Coldiretti Nazionale e da realizzare entro il 2030, che interessa anche il comprensorio Alto Valdarno. Nel territorio articolato in 54 comuni e 3 province infatti sono stati individuati alcuni siti per la creazione di “piccole” infrastrutture ad hoc, destinate alla raccolta dell’acqua e capaci di coniugare difesa idraulica, disponibilità di risorsa per uso irriguo o plurimo, miglioramento dell’ambiente e produzione di energia rinnovabile. Il progetto, strategico per l’agricoltura, lo aveva anticipato la Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno Serena Stefani, qualche giorno fa, intervenendo, in qualità di vice presidente di ANBI Toscana, al Forum dell’Acqua, organizzato ad Arezzo da Legambiente. “In Toscana, dove continua a prevalere il prelievo autonomo, è tempo di adottare una strategia per migliorare l’irrigazione collettiva. Regione Toscana, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Consorzi di Bonifica e organizzazioni professionali agricole devono allearsi per una rapida e tempestiva inversione di tendenza, approfittando anche delle risorse rese disponibili dal PNRR e da altri strumenti di finanziamento”, ha detto nell’occasione la Presidente. “Lo chiedono gli agricoltori. Lo chiede l’ambiente, messo a dura prova dai prelievi autonomi che impoveriscono le falde, favoriscono la risalita del cuneo salino nelle aree costiere, incidono sulle portate dei corsi d’acqua e alterano gli habitat fluviali. Ad imporre un’accelerazione si aggiunge la crisi climatica che, oggi, obbliga ad irrigare anche le coltivazioni tradizionalmente non irrigue, come la vite e l’olivo, da un lato; la richiesta di intensificare le produzioni agroalimentari per favorire l’autonomia del paese dalle importazioni, in seguito al conflitto russo-ucraino, dall’altro”, ha puntualizzato. “Per l’agricoltura l’acqua ormai è strategica ...

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