Renato Pancini con i figli
Renato Pancini con i figli

Arezzo, 8 maggio 2019 - E’ pronto ad accendere il suo secondo Foghèr: un focolare che già sfrigola da anni a Ponte alla Chiassa, sfornando di giorno in giorno centinaia di pizze. E che ora si sposta, piatti e fornelli, in pieno centro: anzi, non lascia ma raddoppia. Lascia la sede tradizionale e bissa unendosi alla festa della città alta. Lì dove da qualche anno è cambiato il mondo: è caduto il muro del Canto de’ Bacci ed è iniziata la corsa a conquistare i posti migliori a tavola. Tavola e tavolini.

Ormai quasi in overbooking piazza Grande, che quei tavolini ha il solo problema di riempirli, ecco che il gioco si rinnova anche nell’alto Corso. E stavolta con personaggi di grido. Come Renato Pancini, più volte premiato tra i migliori pizzaioli italiani. E tra i pochi ad aver asciugato il suo menu al prodotto di punta e ai dolci, tagliando il resto della «carta». «E’ vero – conferma siamo ormai ad un passo dall’apertura della seconda sede: mi andrò ad insediare lì dove era il ristorante di Mariano, tra Parati e Falcinelli».

Oro e diamanti, e lui in mezzo che tra le pizze ha inventato proprio quella con le lamine preziose. «Ma il locale sul Corso sarà Foghér Classic: quindi solo le pizze tradizionali e non quelle più elaborate». Ma la scelta resta una: quella del centro. «Il futuro è tornato ad essere qui dopo anni di difficoltà». LA SCOMMESSA sull’aumento del turismo, anche in periodi una volta incolori come novembre e una bella fetta di dicembre. «Il salto in avanti c’è stato: grazie al lavoro dei miei colleghi di Ascom e della giunta. Ho l’impressione che Arezzo ormai abbia intrapreso la strada giusta».

Non tutti ci credono, lui ci scommette. E almeno sulla gastronomia non è da solo. Le aperture fioccano. Ad esempio nell’ultimo periodo ha aperto un’altra pizza a taglio nella parte bassa del Corso, «Tutto Pizza». E in via Madonna del Prato ha apertola Cremeria Cecconi, fianco a fianco con il Cafè’ de Paris. ma l’accelerazione forte resta quella avvenuta a nord, si direbbe con una ideale linea geografica.

«Era iniziato tutto intorno al 2012 con le piazze del gusto e poi gli altri eventi: piano piano le cose sono cambiate». Come pizza al piatto è quasi un caso unico per il Corso, che pure vanta un’attività storica come la Pizzeria Marchigiana, intorno alla quale lo shopping è cresciuto e a due passi, in via de’ Redi, un altro pluripremiato come lo Scugnizzo. Ora anche il Corso ha la sua pizzeria classica: circa 80 posti anche se in una prima fase saranno meno.

«Vorremmo aprire prima della Giostra, è il nostro sogno. Ma in ogni caso lo faremo entro la fine di giugno». Da nuovo protagonista del centro, insieme a lui i figli Federica e Riccardo, misura il tempo sugli eventi: la notte bianca, la Fiera Antiquaria, gli eventi intorno a piazza Grande. Goloso di mettere il sale non solo sulla pizza ma anche sulla coda del turismo.