Cane ucciso a Caprese, il giudice archivia. "Ma non mi arrendo"

"Gesto delinquenziale di persone adesso coperte da un muro di omertà". L’animale era di proprietà della comandante dei vigili di Monte San Savino: "Non sono riuscita a dimostrare la verità ma non mi sono arresa"

Il pastore belga immortalato in compagnia della propria padrona

Il pastore belga immortalato in compagnia della propria padrona

Caprese Michelangelo (Arezzo), 1 novembre 2023 – «Mat non avrà giustizia» . Si conclude con un’archiviazione il "caso Matthew", la vicenda del giovane pastore belga che il febbraio scorso è stato avvelenato a Caprese Michelangelo, dove viveva con Enrica Nannoni e la figlia Monica Crestini, comandante della polizia municipale di Monte San Savino, oggi entrambe arrabbiate e deluse per come si è conclusa la vicenda. "Non sono riuscita a dimostrare la verità ma non mi sono mai arresa davanti ai tanti "non ne vale la pena" "lascia stare è solo un cane" - ci racconta Crestini, che poi dice esplicitamente - io so chi è stato, so come è stato fatto e dove, ma non ho potuto fare nomi per non rischiare querele e maggiori ritorsioni nei confronti della mia famiglia. Tante persone mi hanno contattato in privato ma il muro di omertà della piccola comunità di Caprese Michelangelo ha vinto". Lo scorso 21 ottobre il Gip del tribunale di Arezzo, dopo aver premesso che quanto successo a Mat è orribile, ha disposto l’archiviazione del procedimento, accogliendo la richiesta del pubblico ministero che non aveva ravvisato ulteriori sviluppi indagini che potessero essere utili per l’inchiesta. Crestini con il suo avvocato, Corrado Billi, si era opposta giuridicamente alla vicenda ed ha sperato fino all’ultimo che potessero esserci ulteriori accertamenti su quanto successo il primo febbraio 2023 quando il cucciolo di pastore belga è stato ucciso e avvelenato da un boccone carico di veleno. Indagini che nei mesi scorsi sono andate avanti a 360 gradi guidate dai carabinieri forestali di Pieve Santo Stefano con tanto di sopralluoghi, audizione di numerose persone informate dei fatti, sia riguardo la vendita di veleni sia riguardo gli attriti tra la famiglia di Mat e altre della comunità di Caprese, che avrebbero potuto spingere qualcuno a vendicarsi sul cane di appena due anni. "A niente è valsa l’opposizione all’archiviazione dove era stata evidenziata la possibilità di sentire altre persone che conoscevano Mat le sue abitudini. A niente è valso il fascicolo fotografico con ben 13 immagini di Mat, prodotto al Gip con il fine di rendere evidente al giudicante come l’azione o preordinata di una persona abbia determinato la morte vie di un cane - racconta addolorata Crestini - alla fine, in mancanza di prove certe, sostanziose e sostanziali e testimoni in grado di riferire notizie utili che potessero supportare i sospetti, il giudice ha firmato l’archiviazione".

Tanta rabbia e tanto dolore per la madre Enrica, vedova, duramente colpita dalla morte dell’amico a quattro zampe, e Monica che però rivela che per lei la storia non finisce qui. "Resterà sempre nel mio cuore e in quello di mia mamma, rimarrà sempre nella storia di Caprese Michelangelo il gesto delinquenziale di quelle persone che non si sono fatte scrupoli, che si sono fatte giustizia da soli - continua Crestini che poi rivela che scriverà un libro vicenda sul suo cane - Scriverò la storia di Mat in un libro, dove metterò nero su bianco tutta la vicenda: tutta, giuridica e non e saranno i lettori a giudicare".