Giulia Capocci
Giulia Capocci

Arezzo, 16 luglio 2019 - Giulia Capocci da Terranuova alla finale in uno dei templi dello sport mondiale. A Wimbledon, dove domenica si è giocata la storica finale Djokovic-Federer, la tennista ha conquistato il secondo posto nel doppio femminile insieme all’olandese Marjolein Buis. Si è arresa nell’ultimo atto alla coppia prima testa di serie Diede De Groot-Aniek Van Koot con un perentorio 6-1, 6-1 che però non cancella l’impresa dell’atleta valdarnese alla prima esperienza sull’erba del mitico All England Lawn Tennis Club. Giulia Capocci (a sinistra nella foto sopra) è sesta nel ranking mondiale e nel singolare si è fermata ai quarti di finale mentre in questa stagione ha già partecipato ad altri tornei del Grande Slam come Roland Garros e Australian Open.

Non solo: a febbraio ha conquistato il torneo internazionale categoria Itf 2 di Bolton, in Gran Bretagna ed è poi stata protagonista nelle qualificazioni europee della Coppa del Mondo per nazioni.

La passione per il tennis è sbocciata fin da piccola, Giulia è stata classificata di terza categoria e ha iniziato anche a insegnare: è ancora tesserata per il Circolo tennis Giotto di Arezzo, anche se per motivi di lavoro da circa un anno si è trasferita a Torino. Circa sei anni fa un banale infortunio l’ha costretta a operarsi al menisco del ginocchio destro.

Sembrava un intervento di routine ma ben presto scopre che i dolori persistenti alla gamba sono determinati da una malattia rara dalle cause sconosciute che è l’algodistrofia. Le fitte sono insopportabili e la malattia è nota da oltre un secolo e nel mondo anglosassone viene identificata prevalentemente con il termine di «sindrome complessa da dolore regionale».

Giulia perde l’uso della gamba destra e deve convivere con il dolore cronico e con una sedia a rotelle ad appena 22 anni. Ma non si arrende e continua a giocare a tennis. Nel 2014 a Castiglion Fiorentino partecipa al primo torneo di wheelchair tennis e inizia a giocarci ponendosi tre obiettivi che in gran parte sono già raggiunti.

Partecipare a uno Slam (siamo già a quota tre in appena un anno), entrare tra le prime 10 del mondo (adesso è la numero 6 ma probabilmente salirà ancora in graduatoria con i risultati di Wimbledon). Resta soltanto un sogno da realizzare, ampiamente alla sua portata: partecipare nel 2020 alle Paralimpiadi di Tokyo. Ci andranno le prime 24 del ranking mondiale.