L'equipe della Gruccia
L'equipe della Gruccia

Arezzo, 10 settembre 2018 - Una coppia che abita in Albania viene a partorire in Valdarno, dove abita la famiglia di lui. Nasce un bimbo down e la professionalità del personale medico e paramedico colpisce i genitori, che decidono di uscire allo scoperto, ringraziando chi lavora nel reparto di ostetricia e ginecologia. E’ una bellissima storia quella raccontata da una coppia che ha fatto nascere la figlia, affetta dalla sindrome di down, al Santa Maria alla Gruccia. Una patologia complicata, che non risultava dalle visite e dagli esami effettuati all’estero. I due infatti abitano in Albania. Così’ sono entrati in campo i medici del nosoconio valdarnese, che hanno risposto in maniera perfetta a tutti i dubbi dei genitori, attivando un particolare percorso diagnostico.

La donna è di origini albanesi, lui è un valdarnese, ma avevano deciso che, pur abitando al di là dell’Adriatico, avrebbero fatto nascere la figlia in Italia. “Sono arrivata a Montevarchi con la cartella e tutti gli esami fatti all’estero – ha spiegato la madre - . Nell’ultima ecografia, il ginecologo albanese aveva consigliato di farmi vedere appena arrivata in Italia, dato che il liquido amniotico non era tanto e sembrava che la bambina non fosse cresciuta molto. Quando è nata, subito c’è stato il sospetto della sindrome di Down, confermato dall’esame genetico”. Una notizia che ha scosso i genitori, ma i medici si sono subito attivati, spiegando per filo e per segno il percorso da intraprendere. La coppia, perfettamente consapevole, si è quindi messa a disposizione, diventando estremamente collaborativa ed empatica.

Nell’arco di un mese la bambina ha completato tutto l’iter diagnostico: consulenza genetica e relativi esami, visita cardiologica ed eco cuore, visita neurologica e eco cerebrale, valutazione del fisioterapista, esame ABR per l’udito, valutazione della funzionalità tiroidea e follow up clinico – allattamento (esclusivo al seno), crescita staturo-ponderale, sviluppo psicomotorio. Al momento del ritorno in Albania, sono stati già programmati controlli per il mese di dicembre. La piccola ha reagito in modo positivo a tutti gli stimoli. “E’ guarita dall’ittero e ha iniziato a mangiare bene – ha detto la mamma –. Tutta la struttura mi è piaciuta, sono umani oltre che dei professionisti. Vedere medici con gli occhi lucidi durante i prelievi di sangue dolorosi su una neonata, vale più di qualsiasi cosa”. Una bella esperienza anche per Luca Tafi e Stefania Mugnai, rispettivamente direttore UOSD Pediatria e Neonatologia e coordinatrice ostetrica della Gruccia.