Reddito di cittadinanza, partite le richieste
Reddito di cittadinanza, partite le richieste

Arezzo, 12 giugno 2019 - Destinatario del reddito di cittadinanza, viene scoperto a lavorare, al nero, in un ristorante. Lo rende noto l’ispettorato del lavoro specificando che la violazione è avvenuta in un’attività di Arezzo. Lo stesso ispettorato spiega che il lavoratore in questione aveva fatto richiesta del reddito di cittadinanza e lo aveva ottenuto. La buona notizia è che i controlli sembrano funzionare dal momento che, a livello nazionale, non è il primo ‘furbetto’ che viene beccato al lavoro dopo aver ottenuto il famigerato ‘reddito’.

Furbetto, in realtà, non è nemmeno l’aggettivo esatto, dal momento che per condotte come questa ci sono conseguenze sul piano penale e infatti l’Ispettorato comunica anche che adesso «scatteranno le comunicazioni di reato alla competente Procura della Repubblica». La presunta furbata, insomma, rischia di costare caro. Dall’ispettorato del lavoro aretino non trapelano altri particolari rispetto a quelli comunicati in via ufficiale.

È il primo caso su quasi 1700 domande di reddito di cittadinanza presentate in tutta la provincia. Tante ne sono arrivate al Caf della Cgil, uno fra quelli presi maggiormente d’assalto.

Da marzo, da quando cioè è stato possibile presentare le domande, negli uffici del sindacato si sono presentate per l’esattezza 1692 persone. Il numero maggiore di richieste è arrivato dal capoluogo, 396 in tutto, ma non scherza nemmeno San Giovanni Valdarno, 245 richieste, Montevarchi con 182, mentre nelle altre vallate da segnare le 177 richieste arrivate da Cortona Camucia, le 160 di Sansepolcro e le 151 di Bibbiena. Nella maggior parte dei casi, attorno all’80%, le domande sono state accolte, anche se quasi nessuno ha ottenuto i 780 euro, il tetto massimo previsto.

Non sarà un mistero il fatto che di queste domande la stragrande maggioranza provengano da italiani: 1272. Aggiungendo i richiedenti rumeni, cioè comunitari, che sono stati 162, si vede come gli extracomunitari non siano tra i maggiori destinatari del reddito di cittadinanza. Per gli amanti delle statistiche, il totale dei richiedendi africani, in tuttala provincia, è stato di 66 persone.

I numeri testimoniano una situazione di disagio diffuso: negli anni della crisi in troppi si sono ritrovati senza un impiego, si è stimato più volte che in provincia di Arezzo sono andati persi circa 20 mila posti di lavoro. Per quanto riguarda le fasce d’età, quella nella quale si concentrano la maggior parte dei richiedenti comprende le persone tra i 46 e i 60 anni con 601 domande. Madri e padri di famiglia ancora in difficoltà.