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6 mag 2022

Gli scenari del mercato internazionale del gioiello secondo Confartigianato orafi

Parrini “Dopo aver dato prova della sua competitività durante l'emergenza sanitaria il distretto orafo di Arezzo affronta le nuove sfide del 2022”

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oroarezzo

Arezzo, 6 maggio 2022 - Dopo 3 anni torna finalmente ad Arezzo l’appuntamento delle imprese manifatturiere del nostro distretto orafo con i buyer internazionali della filiera del gioiello. Dopo la fiera JGT Dubai di Febbraio e VicenzaOro di Marzo, OroArezzo riporta il gioiello made in Italy al centro del panorama orafo mondiale con i suoi 4 giorni dedicati all’esposizione dei campionari, agli incontri commerciali, ai seminari di settore, agli approfondimenti sui nuovi strumenti di marketing e sulle innovazioni tecnologiche. Saranno circa 300 gli espositori presenti in fiera. Di questi l’80% sarà costituito da imprese della manifattura orafa, per il restante 20% da imprese di macchinari e tecnologie produttive per il settore orafo Com’è cambiato in questi 3 anni lo scenario di mercato con cui le nostre imprese orafe saranno chiamate a confrontarsi? “Secondo i dati provenienti dal World Gold Council relativi alla domanda mondiale di gioielleria, il 2021 si conferma come l’anno del graduale ritorno alla normalità dopo la tempesta scatenata sui commerci internazionali dall’emergenza sanitaria nel 2020. Con un incremento dell’1% rispetto al 2019 i consumi mondiali di oreficeria appaiono tornati sui livelli del periodo pre-pandemia. Negli ultimi due anni il nostro distretto orafo – dichiara Luca Parrini Presidente Provinciale e nazionale Confartigianato orafi - ha manifestato notevole resilienza riuscendo a conservare sostanzialmente stabile il numero delle imprese attive, a contenere la riduzione della sua manodopera e a preservare la sua capacità produttiva. In tal modo è riuscito, come emerge chiaramente dai dati ISTAT relativi al 2021, a farsi trovare pronto di fronte al sorprendente aumento della domanda proveniente dal mercato americano, incrementando fortemente l’export verso gli Stati Uniti (+83% rispetto al 2019) e consolidando allo stesso tempo i volumi di vendita verso gli Emirati Arabi Uniti (+16%) ed i Paesi Europei. Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo territoriale che, grazie ...

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