Siena, 3 ottobre 2017 -  «SONO andata all’isola ecologica per buttare un po’ di differenziata e aprendo il cassonetto vedo la sfera gialla del Pizzichini: pulita, intonsa, come appena appoggiata sopra ai rifiuti. Gettata via o messa in modo che qualcuno la ritrovasse prima del passaggio del camion di Sei Toscana? Un mistero davvero»: così racconta la signora Marcella, amica e vicina di casa, a Scacciapensieri, di Carlo Pizzichini, colei che ha ritrovato l’altra mattina in un cassonetto una delle tre sfere dipinte sottratte tre anni fa dall’installazione nella rotonda del ponte di Malizia (davanti alla Coop delle Grondaie).

Una ricomparsa davvero strana per la modalità e il luogo: buttata via fra i rifiuti e proprio nel cassonetto vicino all’appartamento del pittore. Un’esistenza davvero precaria, sottolinea l’artista stesso, quella di un’opera: che scompare e ricompare miracolosamente. Del resto le sfere del Pizzichini protagoniste di diverse installazioni all’aperto itineranti, non hanno avuto troppa fortuna. Furono realizzate per la suggestiva vasca di Bagno Vignoni, durante Forme nel Verde del 2013 e anche lì alcune scomparvero. Poi furono esposte a Lucca nel Parco di Villa Bottini, in un lago di montagna nel Canton Ticino, nel laghetto dell’ospedale Vanini di Locarno: una fu presa di mira da un airone che ci si accasò; al lago alcuni dissero che mettevano a rischio la vita dei girini. Quindi l’arrivo in fondo a viale Bracci a Siena, ma anche da qui 3 scomparvero. Ora si scopre che le sfere a volte tornano indietro.

La storia artistica di queste opere dice che Carlo Pizzichini ha cominciato a realizzarne in ceramica influenzato da Lucio Fontana; ne ha realizzate migliaia, inventando uno stile personalissimo che si rinnova a ogni cottura. Queste erano nate per galleggiare sull’acqua e realizzate dunque in polistirolo: agganciate poi a terra nella rotonda di Malizia sono risultate ‘boccone ghiotto’ per qualche cultore. Che col passare del tempo però se ne è stancato.