Prato, 11 ottobre 2017 - Studenti in agitazione al Convitto Cicognini. Ieri mattina gran parte dei ragazzi che frequentano la scuola superiore, in particolare il liceo europeo, hanno disertato le lezioni in segno di protesta contro la dirigente scolastica, Giovanna Nunziata. Il motivo del contendere, secondo gli stessi studenti, sarebbero gli orari penalizzanti e soprattutto il dover effettuare delle verifiche pomeridiane in alcune materie: «E’ insostenibile per noi fare una lezione di latino o un compito di italiano nel pomeriggio – spiegano i ragazzi – . Vorremmo che queste prove fossero spostate al mattino e che il pomeriggio fosse dedicato, come è sempre stato, ai laboratori. La preside però non vuole modificare l’orario e assecondare le nostre richieste».

Motivazione chiara, ma perlomeno singolare. L’indirizzo del liceo europeo è fra i più duri e impegnativi, già guardando il piano di offerta formativa: si parla di un impegno settimanale fra le 39 e le 42 ore, spalmate su cinque giorni invece che sui canonici sei giorni degli altri istituti. E’ normale, insomma, per questi studenti stare a scuola 8 ore al giorno. A volte anche di più. «Sono cose già previste e rese note al momento dell’iscrizione. Vale per tutti i convitti. In realtà per venire incontro alle esigenze degli studenti ho già concesso un’orario ridotto il venerdì, eliminando il pomeriggio lungo e ho accorciato le ore pomeridiane a 50 minuti – risponde la dirigente scolastica, Giovanna Nunziata –. Non capisco la mobilitazione e tutte queste lamentele, ma rimango disponibile al dialogo.

Spalmando in 4 giorni e mezzo circa 40 ore di lezione è impossibile che non capiti qualche compito in classe anche di pomeriggio. I ragazzi devono metterlo in conto se vogliono continuare ad uscire alle 14 il venerdì e non venire a scuola il sabato». C’è un’altro problema, sottolineato dalla preside, che rende ancora più complicata la costruzione del piano orario: «Purtroppo devo tenere conto del fatto che ho molti professori che insegnano anche in altre scuole della zona e costruire l’orario in base agli impegni di ognuno – spiega Nunziata –. E’ già capitato anche lo scorso anno, non è la prima volta. Se il professore di italiano, per fare un esempio, può fare lezione solo di pomeriggio, è chiaro che il compito in classe sarà di pomeriggio. Stiamo parlando di un orario approvato dal collegio docenti e inserito nell’offerta formativa. Possono essere fatte piccole varianti in corsa, oppure si può lavorare per il prossimo anno in maniera più corposa, parlandone con i ragazzi».