Prato, 19 giugno 2017 - Non poteva credere ai suoi occhi quando ha aperto quel sacco nero. L’odore era nauseabondo ma dentro si distinguevano bene un cuore, due polmoni e un fegato intrisi di sangue e in avanzato stato di decomposizione. L’orrore, tanto da chiedere subito aiuto e chiamare il centralino della polizia municipale in piazza Macelli. L’inquietante episodio è accaduto ieri pomeriggio, intorno alle 16, quando il passante si trovava a passeggio sulla pista ciclabile, all’altezza di via Amendola, insieme al proprio cane. E’ stato proprio il cane a fiutare qualcosa di strano in quel sacco nero abbandonato al margine della pista. Non rifiuti tessili come ci si poteva immaginare, ma qualcosa di orribile: un cuore, due polmoni e un fegato senza nessun osso. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia municipale che, non sapendo cosa fare di quell’inquietante ritrovamento, ha avvisato il pm di turno, Lorenzo Boscagli.

Le fattezze dei resti infatti erano strani: erano abbastanza grandi da essere compatibili con quelli di una persona o, comunque, di un animale di grossa taglia. Per fugare ogni dubbio che non si tratti di resti umani, il pm ha disposto il sequestro delle interiora e gli accertamenti al medico legale.

Le interiora erano in avanzato stato di decomposizione ma con le alte temperature di questi giorni è probabile che non fossero state abbandonate sulla ciclabile da molto tempo. Un altro particolare curioso è che non c’era nessun osso. Impossibile, quindi, che qualcuno abbia voluto disfarsi di un animale morto gettandolo in un sacco. E, poi, c’è la grandezza degli organi che fa riflettere. Tra le possibilità c’è la pista del bracconaggio. I bracconieri dopo aver ammazzato daini, cervi o caprioli li aprono e li svuotano delle interiora per alleggerirli e portali via più agilmente. Possibile, però, che un bracconiere abbia messo i resti in un sacco e li abbia abbandonati lungo la pista ciclabile, in un luogo tra i più frequentati e vicino al centro città? Infine c’è l’ipotesi delle messe nere. Un’eventualità non così bizzarra visto che in passato sono stati trovati segni di animali uccisi nei boschi intorno a Prato. Certo, non di animali così grossi.