Prato, 19 aprile 2017 - Ci risiamo. L’accusa di razzismo viene di nuovo accostata al mondo dello sport giovanile. Dopo il caso dell’hockey su pista, questa volta tocca al calcio, per l’esattezza al campionato provinciale Esordienti. Parliamo di ragazzi di appena 13 anni. A Signa sta andando in scena la partita fra Sorms San Mauro e Mezzana ed è proprio nei minuti finali della sfida che secondo il referto del direttore di gara vengono pronunciate offese razziste nei confronti di un calciatore di colore del Mezzana. Tanto che il giudice sportivo decide di comminare una sanzione di 800 euro al Sorms San Mauro «per avere i sostenitori ingiuriato con gravi insulti razzisti un giocatore avversario.

Multa aggravata dalla giovane età del giocatore e dalla persistenza delle ingiurie». L’episodio risale al mese di marzo, ma il Sorms San Mauro ha presentato ricorso e solo nell’ultimo bollettino c’è stata la nuova sentenza della giustizia sportiva. Dalla quale sono emersi ulteriori dettagli sull’accaduto, grazie al supplemento di referto dell’arbitro. Secondo il direttore di gara «gli insulti razzisti ci sono stati», ma non solo: «A fine gara nel tunnel che conduceva agli spogliatoi il ragazzo vittima degli insulti, e in conseguenza di questi, scoppiava in lacrime». IL SORMS San Mauro smentisce queste circostanze, ammettendo che a seguito di un fallo «vi siano state alcune urla provenienti dal pubblico presente sugli spalti per chiedere l’espulsione del calciatore avversario reo di un fallo di reazione», ma al contempo «nega fermamente che tali frasi avessero connotati razzisti». In più aggiunge che la società «è sempre stata in prima linea per combattere il razzismo e che mai è stata destinataria di sanzioni per simili comportamenti da parte del proprio pubblico». Il giudice sportivo ha accolto solo in parte il ricorso, riducendo a 500 euro la multa: «Pur dovendosi ritenere i fatti sostanzialmente confermati per quanto riferito dall’arbitro – si legge nella sentenza – l’ammenda appare eccessiva in relazione agli addebiti contestati». Ancora polemiche, quindi, nello sport giovanile.

Dopo hockey su pista e tennis (con una rissa fra genitori a inizio marzo), ora il calcio. Sul caso il Mezzana preferisce non commentare in quanto per simili episodi ci sono «la federazione e l’arbitro a rappresentare le istituzioni» e per «non alimentare ulteriori polemiche». A parlare per il Sorms San Mauro è invece il direttore sportivo Giovanni Gonfia. «L’arbitro ha preso un abbaglio – dice – non c’è stato alcun insulto razzista, né dagli spalti né dalla panchina. Probabilmente il direttore di gara ha frainteso: il nostro capitano di cognome fa Neri e quindi può avere fatto confusione. D’altronde non ci viene da dare nessun’altra spiegazione. Siamo amareggiati perché noi col razzismo non abbiamo niente a che fare. Adesso stiamo pensando di presentare un altro ricorso».