Prato, 20 marzo 2017 -  STAVA facendo footing con un amico, quando all’improvviso si è accasciato a terra e non si è più rialzato. Se n’è andato così, ieri mattina, Fabrizio Fedi, 57 anni, titolare della Autofficina Spica di Maliseti. Intorno alle 8.30 i due stavano correndo lungo la ciclabile, all’altezza di Bagnolo, nei pressi della rotonda di via Montalese. All’improvviso Fedi si è accasciato a terra, privo di sensi. Immediata la richiesta di aiuto del suo compagno di footing: sul posto è intervenuta la Misericordia di Montemurlo, ma per l’uomo, purtroppo, non c’è stato niente da fare. A stroncarlo è stato un arresto cardiocircolatorio e a niente sono serviti i tentativi di rianimazione. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri accorsi sul posto, ricostruzioni basate su una prima raccolta di informazioni, il 57enne pratese già da qualche giorno aveva confidato di soffrire di dolori al petto. Resta da capire se Fedi si fosse o meno fatto visitare da un medico o da uno specialista per capire l’origine di questi dolori e se, nel caso, avesse ottenuto poi il permesso di continuare a fare attività fisica normalmente, come era solito fare. Il caso è in mano al pm Boscagli: la salma è stata trasportata a Prato dai servizi funebri della Misericordia, ma al momento non è stata ancora fissata la data del funerale.

PURTROPPO casi simili, ugualmente tragici, di atleti stroncati da un malore o da un infarto mentre stavano svolgendo attività fisica, anche non di tipo agonistico, si sono già verificati nel recente passato. E’ ancora vivo nella memoria di tutti lo sfortunato caso di Lorenzo Betti, 41 anni, di Tobbiana di Montale. Betti, esattamente un anno fa, fu stroncato da un malore mentre si trovava in campo, impegnato in una amichevole di calcio a 5 al «Carbonizzo». Era in corso, una partita di campionato over 40 tra le squadre Cs Prova, la squadra di Betti, e Mentore. Lorenzo Betti, quando mancavano cinque minuti alla fine della partita è improvvisamente caduto a terra senza che si fossero verificati scontri con gli altri calciatori. Immediatamente è intervenuto il presidente dell’associazione sportiva con il defibrillatore e ha iniziato il massaggio cardiaco, purtroppo senza successo. Senza andare troppo indietro nel tempo, poi, nel settembre del 2014, un altro grave lutto colpì il mondo sportivo locale. Giovanni Napolitano, calciatore noto nel panorama dilettantistico del circondario per aver militato in varie formazioni della zona, una volta appesi gli scarpini al chiodo aveva deciso, a 35 anni, di intraprendere la carriera di allenatore. In uno dei primi allenamenti della preparazione de La Libertà Viaccia Uisp, mentre Napolitano correva con sui giocatori durante il riscaldamento, all’improvviso si sentì male e si accasciò al suolo. Inutili, anche in quel caso, furono i soccorsi e i tentativi di rianimazione prestati dalle ambulanze della Misericordia di Prato e Oste inviate dal 118 con i sanitari.

Leonardo Montaleni