Santa Croce sull'Arno (Pisa), 9 agosto 2017 - Arriveranno sconti fino al 30 per cento per i titolari di concessioni idriche nel distretto del cuoio. Infatti cambiano regole e canoni per l’utilizzo e l’occupazione, che per molti piccoli concessionari si faranno più lievi. Le novità che hanno ricevuto il via libera della giunta regionale sono il frutto di lavoro serrato di otto mesi, con ispezioni e approfondimenti caso per caso, territorio per territorio: con l’obiettivo di una maggiore equità ma senza cedere sul fronte di una necessaria omogeneità, che quando canoni e regolamenti fino al 2015 dipendevano dalle Province non c’era.
Le concessioni idriche, nell’ultimo anno, erano diventate un problema importante per le concerie che avevano sollevato la protesta. I conciatori, nel 2016, hanno dovuto pagare, raddoppiata rispetto ad un anno prima, ma in alcuni casi anche quadruplicata, la tassa sull’approvvigionamento di acqua dai pozzi, più precisamente il canone di concessione per l’uso di acqua. In tutto il Comprensorio del Cuoio è stato pagato oltre mezzo milione in più rispetto al 2015. Oltre 140mila euro è quanto pagato in più dalle sole aziende di Ponte a Egola. Ci sono state aziende che pagavano mille euro e che si sono viste recapitare conti da oltre 3mila euro. Una vicenda sulla quale le associazioni di categoria (Consorzio di Ponte a Egola e Assoconcia di Santa Croce) si sono mosse con tempestività nei confronti della Regione sia per avere chiarimenti che certezze sul futuro. Ora, dopo mesi di studio, la Regione ha provveduto al riordino di tutta la materia. Oltre alla rimodulazione dei canoni sarà anche sospesa per due anni, fino al 2018, l’imposta regionale applicata nei casi di occupazione di suolo. Valeva fino al 2015 tre volte l’importo del canone, poi nel 2016 è stata ridotta ad un sesto della misura originaria (ovvero metà canone) ed ora verrà congelata.
Ci sarà più tempo, fino al 30 novembre, per mettersi in regola sull’imposta dell’anno scorso ancora non pagata, versando un’aliquota agevolata pari al 20 per cento. Si snelliscono pure le procedure per acquisire pareri, nulla osta e atti di assenso necessari al rilascio della concessione, che in questi anni hanno generato più di un ritardo. Il demanio idrico è tornato in carico alla Regione l’anno scorso. Il 2016 è stato un anno di transizione, con una prima omogeneizzazione di regolamenti e tariffe che erano diversi tra provincia e provincia, sedimentati nel corso di più di quindici anni