Pisa, domenica 26 novembre 2017 - "Il derby è sicuramente importante, ma non è certo una partita cruciale, quella da cui dipende tutto il resto del campionato". Guai dipingere il derby come il crocevia della stagione: non ci sta l’allenatore nerazzurro Michele Pazienza, perché farlo significherebbe «caricare in modo eccessivo questa sfida».

Quindi il campionato è ancora lungo è ci sarà tutto il tempo di recuperare, a prescindere dal risultato?


«Non dico questo. La classifica parla chiaro e dice che vincere è molto più importante per noi che per loro e sono consapevole dell’impatto che partite del genere possono avere su una squadra. Però, al novantesimo di Pisa-Livorno, ci sarà da giocare ancora più di metà campionato: dunque molte cose potranno ancora succedere».

Può essere rischioso caricare di troppe aspettative queste partite?

«La tensione è importante ma bisogna cercare di non eccedere, altrimenti c’è il rischio che le gambe vadano un po’ in tilt. Per fortuna, comunque, il tempo dell’attesa è finito ...». Non vede l’ora di scendere in campo? «Sicuramente. E anche i miei ragazzi la pensano allo stesso modo: dobbiamo solo evitare di arrivare al calcio d’inizio troppo carichi ...».

Teme che l’eccessiva tensione possa giocarvi qualche brutto scherzo?

«Al contrario. Sono molto fiducioso perché ho visto la squadra lavorare molto bene in settimana e perché siamo reduci da una prestazione complessivamente positiva come quella di lunedi a Piacenza. Però Pisa-Livorno non è una partita come tutte le altre e, dunque, dobbiamo dedicare un pizzico di attenzione in più anche all’aspetto nervoso».

Avrà tutti a disposizione?

«Dobbiamo valutare ancora le condizioni di Negro (alla fine è stato convocato ndr): è reduce da un problema muscolare ma nei giorni scorsi ha svolto un lavoro ad hoc per recuperare. Vedremo nella rifinitura come reagirà e poi decideremo».

De Vitis, invece, ci sarà?


«Ha recuperato e sicuramente sarà a disposizione».

Che tipo di lavoro ha impostato per mettere in difficoltà la capolista?


«Ci siamo concentrati molto su noi stessi e sul miglioramento dei nostri meccanismi tattici, piuttosto che sui cosiddetti «punti deboli» dei nostri avversari. Il che, ovviamente, non significa che sottovalutiamo il Livorno: sono partiti a fari spenti, ma sono una squadra tosta, costruita per vincere. E i risultati gli stanno dando ragione».

In settimana con la squadra avete parlato anche della protesta dei tifosi e del fatto che i gruppi organizzati della Curva Nord?

«Dispiace molto perché i tifosi sono il nostro uomo in più e perché partite del genere andrebbero giocate davanti a cornici importanti. Però nello spogliatoio ne abbiamo parlato poco: noi dobbiamo pensare soprattutto a lavorare sul campo».