Carrara, 27 dicembre 2017 - Federico Bernardeschi racconta il suo 2017. Un anno chiave per il calciatore che ha detto addio alla Fiorentina accasandosi alla Juventus, che da tempo lo aveva nel mirino. Un passaggio per certi versi non indolore: Firenze è la piazza che ha lanciato il ragazzo e i tifosi si sono sentiti in qualche modo traditi. Ma Bernardeschi guarda avanti e racconta i suoi primi mesi a Torino in un'intervista rilasciata a Sky Sport.

Parlando anche del suo concittadino di Carrara, quel Gigi Buffon che della Juventus è diventato un vero monumento. E con il portiere le chiacchiere in spogliatoio vertono proprio sulla città: "Parlare della nostra città è inevitabile, ed anche un po' emozionante. Gigi, poi, è un esempio da seguire per ognuno di noi, sia con la sua presenza che con le sue parole". 

"Mi porto dietro tutta la stagione scorsa con grande orgoglio, ho fatto una grandissima annata che mi ha permesso di arrivare qui - ha ricordato l'ex giocatore della Fiorentina - L'immagine (del 2017, ndr) è quella dell'arrivo di quest'estate con tantissimi tifosi ad accogliermi. Questo mi riempie d'orgoglio, sono molto felice". Il legame di Bernardeschi con Carrara è molto forte. Qui c'è la sua famiglia, che non manca di seguirlo allo Stadium e ovunque è possibile. Qui ha mosso i primi calci della sua carriera. Lo chiamavano "Montellino" all'Atletico Carrara, come racconta sul suo sito Gianluca Di Marzio. "Montellino" per l'esultanza alla Montella, quell'aeroplanino che Bernardeschi mimava ogni volta in cui faceva gol.