Lucca, 16 ottobre 2015 - Viaggi e spedizioni di lunga percorrenza in Italia tutte nel giro di un'unica giornata, così da contenere i costi dell'attività ma costringendo gli autisti a turni di guida massacranti. E' finita nei guai un'importante ditta di autotrasporti con sede nella Piana lucchese, finita nel mirino della squadra di polizia giudiziaria di Lucca, coadiuvata dall'ufficio provinciale del lavoro e coordinata dalla procura della Repubblica. Quindici ore alla guida per i trasportatori, con un evidente pericolo di sicurezza per gli stessi autisti e per la circolazione stradale. Non solo: con questo meccanismo l'azienda si è resa responsabile della creazione di un sistema di illecita concorrenza rispetto a quelle ditte di autotrasporto che rispettano le regole con costi di esercizio superiori.

L'attività di autotrasporto era di fatto gestita da due lucchesi I.D.D., di 66 anni e K.D., di 39 anni, insieme a M.M., 37 anni che risultava però dalla documentazione cartacea della ditta l’unico amministratore. Il meccanismo architettato dai due consisteva in estrema sintesi nel fornire quotidianamente, agli autisti impegnati in lunghi viaggi, un documento denominato “Modulo di controllo assenze del conducente” che attestava falsamente che il conducente era in ferie, in malattia o comunque non impegnato alla guida nei 28 giorni precedenti il viaggio in questione, al fine così di precludere qualsiasi tipo di controllo documentale su strada da parte della polizia che, a quel punto non potevano chiedere all’autista alcuna documentazione relativa ai viaggi precedentemente effettuati dallo stesso.

Per evitare inoltre che il meccanismo venisse alla luce in occasione di eventuali controlli da parte dell’Ufficio Provinciale del Lavoro o della Polizia Stradale, periodicamente veniva denunciato il furto dei dischi cronotachigrafi inseriti sui veicoli, dai quali poteva essere ricostruita l’effettiva attività d’impiego degli autisti. Non se la passavano meglio i dipendenti impiegati presso la sede della ditta che dovevano lavorare “sotto l’occhio vigile” delle numerose telecamere installate in tutti i locali e controllabili anche in modalità remota dal I.D.D.; il primo addirittura controllava i dipendenti utilizzando il proprio tablet anche mentre si trovava lontano dall’azienda. I tre sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca per vari reati tra cui falso, violenza privata, illecita concorrenza e la violazione delle normative sulla sicurezza nel lavoro mentre dall’attività di indagine si accertava anche la responsabilità di tre autisti della suddetta ditta che consapevolmente, in occasioni di controlli su strada da parte degli organi di Polizia, esibivano la falsa documentazione fornitagli dalla ditta.