Firenze, 11 gennaio 2018 - "Franco Zeffirelli mi ha molestato nel 1993, sul set di 'Storia di una capinera', tentò di avere un rapporto con me". A parlare al settimanale "People", con uno scritto di suo pugno, è un attore, Johnathon Schaech. I fatti, dice l'uomo, risalgono 1993. Accuse che sono un fulmine a ciel sereno sulla carriera del regista. Il figlio di Zeffirelli, Pippo, risponde alle accuse di Schaech e dice: "Sono accuse non vere, che hanno quasi il sapore di una vendetta". L'attore, che all'epoca aveva 22 anni, ricostruisce la vicenda e spiega che "Con la scusa di insegnarmi, tentò di sedurmi fin dall'inizio...Mi diceva quanto ero bello, mi raccontava storie incredibili e cosa dovevo fare per essere un grande artista. Capivo che voleva altro da me oltre che essere il suo primoattore". 

E il figlio di Zeffirelli, Pippo, replica: "Mio padre diede al signor Schaech la sua prima chance nonostante Johnathon all'epoca soffrisse di una ostruzione alla gola che rendeva il suo parlare difficile. Per questa ragione, alla fine delle riprese, Zeffirelli decise di far doppiare il personaggio interpretato da Schaech da un attore inglese e la cosa lo mandò su tutte le furie. Quindi le accuse che oggi avanza il signor Johnathon Schaech hanno il sapore di un fumus persecutionis".

Pippo Zeffirelli spiega poi di essere stato «negli ultimi anni occasionalmente a contatto», con Shaech via Whatsapp, «senza che trapelasse traccia del suo disagio psicologico». Dunque, conclude il figlio del regista, «sono stupito che il signor Schaech abbia atteso così tanto tempo e scelto proprio questo momento per muovere le sue accuse, ora che il Maestro, a causa delle sue condizioni di salute, non può più difendersi. A parer mio, quindi, si tratta di una chiara vendetta nei confronti di Franco Zeffirelli, con la speranza di ottenere quella notorietà che all'inizio il signor Schaech pensava di ottenere, ma che la sua carriera di attore non gli ha mai procurato».