Empoli, 11 febbraio 2018 - Una cura speciale, fatta di attività acrobatica, giocoleria ed equilibrismo. In poche parole, basata sull’arte circense. Questo il segreto del progetto ‘Circus aut out’, dedicato ai ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico. Un progetto che dall’Empolese è approdato in Francia divenendo spettacolo, senza se e senza ma. Attori, ragazzi speciali per i quali la comunicazione segue canali talvolta originali ma di certo non meno efficaci.

Anche grazie a percorsi come ‘Circus aut out’, nato tre anni fa dalla collaborazione tra dipartimento salute mentale di Empoli, Casa di Ventignano, centro diurno con sede a Fucecchio per ragazzi con disturbi dello spettro autistico, e Circo libera tutti, associazione che promuove le arti circensi, il circo ludico-educativo e il circo sociale. Insomma, un asso nell’arte circense, mondo capace di racchiudere in sé molteplici discipline affascinanti ed espressive. In questi anni, al progetto hanno partecipato quindici ragazzi fra i sei e i quindici anni di età, seguiti da una equipe multiprofessionale tra neuropsichiatra infantile, maestro di circo, educatore professionale e assistenti.

Ognuno propone esercizi delle discipline circensi in modo da far sperimentare e sviluppare la percezione del proprio corpo e delle proprie capacità, sia motorie che sociali. Un percorso di consapevolezza di sé compiuto in un clima ludico ed ecologico. E pure sul palcoscenico. Il 23 gennaio, undici ragazzi del progetto ‘Circus aut out’ si sono esibiti ad Annot in Francia, alla presenza del sindaco.

E’ stato un successo. I ragazzi hanno poi avuto il piacere di assistere a uno spettacolo del Circo internazionale a Montecarlo. «Le attività proposte nel progetto – ha spiegato la dottoressa Cinzia Pieraccini, neuropsichiatra infantile dell’Asl Toscana Centro e ideatrice del progetto – stanno ottenendo risultati inaspettati. I ragazzi riescono a collaborare tra loro e con gli assistenti di circo in un clima di reciprocità, disponibilità e divertimento. Hanno acquisito la capacità di adattarsi ai tempi ed agli stati d’animo di un vero e proprio spettacolo teatrale». Una strada giusta da percorrere nel segno dell’inclusione.

S.P.