Cortona, 30 novembre 2017 - Serpeggia la paura e la preoccupazione tra i volontari dell’associazione Etruria Animals Defendly che da quasi 20 anni gestiscono ininterrottamente la struttura del canile di Ossaia a Cortona. Stanno attendendo solo l’ufficialità, ma a quanto pare i comuni che ricadono nel distretto sanitario della Valdichiana aretina avrebbero deciso di trasferire la parte inerente al servizio sanitario nel canile di Torrita di Siena. A questa struttura fanno capo tutti comuni della Valdichiana senese e viene gestita da un soggetto privato a cui sarà demandato anche il servizio di cattura dei randagi. Un trasferimento che dovrebbe essere effettivo dal 1 gennaio 2018. Una vera doccia fredda per l’associazione cortonese che dai primi anni del 2000 segue con abnegazione la struttura intercomunale dell’Ossaia di Cortona composta sia dal rifugio che dalla struttura sanitaria e che è ormai punto di riferimento per l’intero territorio. Persino la star Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, qui è di casa e ogni anno foraggia il canile con donazioni di quintali di crocchette.

All’origine della questione ci sarebbero problemi di non conformità legati proprio alla struttura sanitaria del canile attuale che imporrebbero lavori urgenti e non più rimandabili.

“La questione si trascina da anni – racconta Oreste Antonelli presidente dell’associazione Etruria Animals Defendly. Consapevoli di questo abbiamo più volte sollecitato le amministrazioni a metterci testa. Quest’anno abbiamo fatto di più. All’inizio del 2017 ci siamo presentati al comune di Cortona con un progetto di ristrutturazione alla mano che ci eravamo impegnati a finanziare anche con le nostre risorse”.

L’associazione, tra l’altro, negli anni scorsi aveva acquistato, anche il terreno adiacente all’attuale struttura. Terreno che era poi stato donato al comune di Cortona che si era impegnata ad utilizzarlo per l’ampliamento del canile.

L’associazione, si era organizzata, avendo acquistato un mezzo idoneo, anche a farsi carico del servizio cattura.

“In questi anni abbiamo lavorato con risorse minime sopperendo ai bisogni con tanto volontariato. La nostra associazione nasce con il preciso scopo di aiutare gli animali in difficoltà e non per lucro. Ci sono voluti anni ma siamo riusciti a sensibilizzare il territorio. Lo dimostrano le centinaia e centinaia di adozioni che abbiamo promosso e la grande partecipazione alle nostre manifestazioni.

Mantenere solo il presidio rifugio a Ossaia ci sembra solo l’anticamera di una chiusura definitiva. Per di più perderemo la tracciabilità del servizio sanitario sul territorio e il rischio che a rimetterci saranno soprattutto gli animali”.