Arezzo, 19 marzo 2017 - Prima il violento litigio con la sorella che riesce a rifugiarsi in casa della madre. Poi lui, un trentasettenne di origini napoletane, non si rassegna: si «arma» addirittura di un cartello stradale e raggiunge la casa dove si sono praticamente barricate le due donne. Tenta di sfondare la porta d’ingresso (forse per mettere a segno un maldestro furto) fino a quando chi è all’interno e gli stessi vicini danno l’allarme: sul posto arrivano due pattuglie dei carabinieri della stazione di Rassina.

Appena giunti sul posto, i militari comprendono bene che la situazione è delicata: cercano invano di convincere l’individuo a desistere, ma non ci riescono. Due di loro addirittura si feriscono soprattutto agli arti superiori prima di riuscire a fermare la furia del giovane che tenta, in parte riuscendoci, di picchiare i tutori dell’ordine con calci e pugni.

Il soggetto è conosciuto dalle forze dell’ordine per vari reati e da tempo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe fuggito da una comunità per il recupero di tossicodipendenti di Montevarchi per poi tornare dai congiunti che risiedono appunto in Casentino. La notte di terrore, di minacce, di urla, di botte ha come scenario il centro abitato di Soci; tutto accade, a quanto pare, intorno alla mezzanotte.

Alla fine P.C., disoccupato e da anni residente in Casentino, viene arrestato. Due carabinieri sono costretti a farsi medicare al pronto soccorso dell’ospedale San Donato: entrambi guariranno in una decina di giorni. Nel frattempo l’uomo, in stato di fermo per i reati di violazione di domicilio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie, viene trasferito nella camera di sicurezza della caserma.

A quanto pare, alla base della vicenda ci sarebbero numerosi trascorsi tra i due fratelli che non sarebbero nuovi a liti e episodi analoghi. Ieri mattina, in tribunale ad Arezzo, si è svolto il processo per direttissima difronte al giudice Avila e al pm Albergotti: l’arresto è stato convalidato e per l’indagato (difeso dall’avvocato Adolfo Bendoni che ha chiesto per il suo assistito il rito abbreviato), è stata disposta la custodia cautelare in carcere, col processo fissato per il 30 marzo.

di Fabrizio Paladino