Tutte le schede ai raggi X. Il cuore è volato davvero in alto. Un trionfo senza contestazioni

Appena un punto invece divide il secondo posto di Breschi dal terzo dei fratelli Cinquini. Anche Lebigre-Roger e il cavallo di Carlo Lombardi separati soltanto da un’incollatura.

Mentre sul podio, sia dei carri grandi che dei piccoli, è stata una rincorsa all’ultimo voto per agguantare la medaglia d’argento; le vittorie di Jacopo Allegrucci, in Prima Categoria, e di Matteo Raciti, in Seconda, sono cristalline. Le costruzioni hanno conquistato il cuore e la pancia dei trenta giurati chiamati a valutare le opere in concorso. Dunque “Va’ dove ti porta il cuore“ ha staccato di 48 punti “Ascolta ragazzo...“ dei fratelli Breschi, ma il ragno (con 124 punti) ha superato di una sola unità “Bla Bla Bar“ dei Cinquini (che ha raccolto 125 punti). Più contenuto ma comunque netto (12 punti) il distacco tra il “Gordo“, opera di Raciti che ha alzato il Burlamacco d’oro al suo debutto in Seconda con 57 punti, e l’omaggio ad Alda Merini di Priscilla Borri, che con “Ti auguro un briciolo di follia...“ (69 punti) per sole due lunghezze si è piazzata una gradino sopra alla “Kitsune“ di Fabrizio e Valentina Galli (71 punti). Il loro terzo posto (e anche penultimo vista la classifica corta) ha scatenato polemiche a non finire.

Le schede dei Giganti

Dieci giurati su trenta hanno assegnato il primo posto a “Va’ dove ti porta il cuore“, (poi si contano 8 secondi e 6 terzi posti). Solo sei giurati hanno messo Allegrucci fuori dal podio, particolare il caso dei due giurati che hanno relegato Allegrucci in settima posizione e hanno premiato, entrambi, Roberto Vannucci con il primo posto. Per sei giurati “Ascolta ragazzo...“ dei fratelli Breschi avrebbe meritato il trionfo, per sei addirittura l’ultimo piazzamento. A risollevare la media complessiva i dieci secondi posti raccolti e un terzo. Per i Cinquini e “Bla bla bar“ – carro di satira sociale – arrivano 13 piazzamenti da podio (due primi posti 5 secondi, e 5 terzi), ma si registrano anche due noni posti. È stato un testa a testa anche tra il cavallo blu di cartapesta e i robot dall’animo umano, un solo punto ha infatti stabilito quarti e quinti classicati. L’ha spuntata “Il profumo delle rose nelle spine“ di Carlo e Lorenzo Lombardi (con 139 punti), opera che uscita dall’hangar è sbocciata nella sua struggente e forse inaspettata poesia. Ha ottenuto dieci pazzamenti da podio, con un primo posto, un secondo posto e ben 8 terzi posti. Nessun ultimo posto, e solo un ottavo. Più frazionati i giudizi su “Svegl.I.A“, il carro alternativo dei Lebigre-Roger. C’è chi lo ha amato, in tre gli hanno assegnato il primo posto (per due era da argento, per quattro invece da bronzo), e chi non l’ha compreso, in 4 hanno assegnato l’ottavo piazzamento e un giurato il nono.

Più definita la classifica a scendere. In sesta posizione la giurassica Tiffany di Luca Bertozzi, che con “Più denti“ ottiene 160 punti: con due primi, due secondi, due terzi, e due quarti posti. In cinque la collacano al quinto posto, in sei al sesto,in quattro al settimo e in quattro all’ottovo, infine un nono piazzamento. “Il circo dei sogni“ di Alessandro Avanzini arriva settimo con 179 punti. Sono 4 le schede che lo collacano sul podio; Dalì fa sognare due giurati (che lo premiano col primo posto), ma l’espressione surrealista viene penalizzata da quattro giurati col nono posto. Il surriscaldamento climatico scongela il Mammuth, ma “È tempo di cambiare“ di Roberto Vannucci lascia tiepida la giuria. L’opera raccoglie 190 punti, con due primi posti e un secondo e un terzo; ma anche 9 ottavi posti e 3 noni. Il miglior piazzamento “Octopus 2.0“ di Luigi Bonetti lo ottiene da due giurati, che gli consegnano il terzo posto. Con sei ottavi posti e 10 noni scivola però in basso.

Le schede dei Piccoli

E non è mai stato in discussione neppure il successo di Matteo Raciti che ha ottenuto 57 punti. Mentre semmai è stato combattuto fino all’ultimo voto il secondo posto che poi ha sorriso a Priscilla Borri solo per due punti, 69 contro i 71 di Fabrizio e Valentina Galli. Senza appello l’ultimo posto di Tomei-Croci con 103 punti. Il primo premio a Raciti è stato assegnato da 14 giurati sui 25 chiamati a giudicare le costruzioni di Seconda categoria. Chi non l’ha messo al primo posto lo ha messo al secondo, anche se c’è stato qualche giurato (5 per l’esattezza) che l’hanno relegato al terzo posto. In tre addirittura lo hanno visto da ultimo posto. Priscilla Borri è stata da primo premio per sette giurati, mentre 8 giurati avrebbero fatto vincere Galli (padre e figlia). La classifica esatta è stata centrata da 3 giurati su 25. Infine una nota anche su Tomei e Croci. Ben 19 giurati hanno considerato il loro carro da ultimo posto. E soltanto uno l’ha collocato in testa alla graduatoria.