Strage Viareggio (foto repertorio)
Strage Viareggio (foto repertorio)

Viareggio, 4 febbraio 2019 - E' iniziata questa mattina, nel corso del processo d'appello a Firenze per la strage ferroviaria di Viareggio, la requisitoria dell'accusa, sostenuta dal procuratore generale Luciana Piras e dal pm di Lucca Salvatore Giannino.

Il sostituto procuratore generale ha chiesto condanne scontate di 6 mesi per i manager tedeschi e austriaci imputati nel processo di appello dicendo che le diminuzioni sono dovute solo alla prescrizione scattata nel maggio 2018 per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose. Le condanne così riformulate vanno da 7 anni e 6 mesi a 8 anni e 10 mesi per 9 dirigenti di società estere del trasporto ferroviario.

Il sostituto pg Piras ha pronunciato le sue richieste di condanna nella prima fase della requisitoria del processo di appello sulla strage di Viareggio che è stata esclusivamente dedicata alle posizioni degli imputati tedeschi e austriaci. La stessa requisitoria prosegue con il pm di Lucca Salvatore Giannino per quanto riguarda le altre posizioni tra le quali quella dell'ex ad di Fs Mauro Moretti (anche oggi in aula) e sono previste altre due udienze. Riguardo a queste prime richieste di condanna, il sostituto pg Piras, facendo riferimento alla prescrizione che ha dovuto applicare nel ricalcolo delle pene, ha detto che «non si può non rilevare che fatti gravissimi come questi trattati nel processo vengano cancellati dalla prescrizione come un colpo di spugna e ciò lascia un forte senso di ingiustizia».

La stessa Piras, andando ad elencare le richieste di condanna così riformate, ha anche aggiunto che «è per mio dovere, solo per questo dovere, che chiedo di non doversi procedere» per i reati estinti dalla prescrizione. Piras in circa tre ore di fase iniziale della requisitoria ha evidenziato «le gravi carenze organizzative» delle società ferroviarie tedesche e dei loro dirigenti imputati nel processo, in particolare soffermandosi sulle gravi criticità nella manutenzione dei materiali. Il sostituto pg ha accusato gli imputati di non aver tenuto «la corretta diligenza» nelle loro funzioni, aspetto da cui viene fatto dipendere il cedimento dell'assile del carro merci con gpl che deragliò a Viareggio causando il disastro del 29 giugno 2009 con 32 morti, numerosi feriti e ingenti danni. 

 

La strage di Viareggio avvenne il 29 giugno 2009 quando, alle ore 23.48, il gpl, fuoriuscito da un carro cisterna deragliato entrando nella stazione della città della Versilia, invase il quartiere di via Ponchielli, causando forti esplosioni e un imponente incendio che distrusse molte case. Il bilancio dei morti salì di ora in ora, poi di giorno in giorno, fino ad arrivare a 32: tra le vittime anche bambini.

Il processo di primo grado a Lucca si è concluso il 31 gennaio 2017 con 23 condanne e 10 assoluzioni. Mauro Moretti venne condannato a 7 anni di carcere in quanto ex amministratore delegato per Rete Ferroviaria Italiana, ma assolto come ex ad di Ferrovie dello Stato. Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia, venne condannato a 7 anni e 6 mesi, come Michele Mario Elia in qualità di ex ad di Rete ferroviaria italiana. Le condanne più pesanti furono inflitte ai responsabili della tedesca Gatx Rail, che aveva affittato a Fs i carri cisterna: nove anni e mezzo a Rainer Kogelheide, amministratore della società e a Peter Linowski, responsabile sistemi manutenzione. 

Gli imputati sono accusati a vario titolo, per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose plurime. Non compare più fra gli imputati il manager di Trenitalia Salvatore Andronico, condannato in primo grado, ucciso insieme al figlio a Sesto Fiorentino (Firenze) circa due mesi fa da un vicino di casa, Fabrizio Barna, infastidito, a quanto ricostruito dagli inquirenti, dai rumori per i lavori di ristrutturazione nella casa degli Andronico. In aula anche oggi è presente anche l'ex ad di Fs, Mauro Moretti. Presenti anche le famiglie delle vittime, che hanno lasciato sulle sedie dell'aula 32 del palazzo di giustizia di Firenze, una maglietta con il volto di ognuna delle 32 vittime della strage del giugno 2009. In rappresentanza della Regione Toscana, costituita parte civile, c'è la consigliera regionale del Pd Elisabetta Meucci.