La strage ferroviaria di Viareggio
La strage ferroviaria di Viareggio

Viareggio, 5 febbraio 2019 - Nella seconda parte della requisitoria al processo d'appello oggi a Firenze per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 l'accusa ha puntato il dito contro le Fs. Dopo le conclusioni di ieri mattina del pg Luciana Piras, tra ieri e oggi ha parlato il pubblico ministero di Lucca Salvatore Giannino, applicato alla Corte d'Appello. Avvalendosi di un video, il pm Giannino si è soffermato sulle condizioni del carro, la cui rottura provocò la strage provocando 32 morti, e sui mancati controlli sui fornitori dei mezzi rotabili.

Una catena che arrivava fino all'ex ad di Fs Mauro Moretti (anche oggi presente nell'aula del palazzo di giustizia di Firenze) e all'ex ad di Rfi Michele Elia, entrambi condannati in primo grado a sette anni. Secondo il calendario dell'udienza, le nuove richieste di condanna per Moretti, Elia e gli altri imputati (ad eccezione degli 'stranieri', tedeschi e austriaci di Gatx e Junghenthal, per i quali la requisitoria si è conclusa ieri con richieste tra 7 anni e mezzo e 8 anni e 10 mesi) dovrebbero essere pronunciate giovedì prossimo.

Fs Logistica, società del gruppo Fs incaricata della ricerca e del noleggio dei carri, "era un soggetto inadatto e incapace nel settore in cui operava, in quanto non in grado di garantire un idoneo monitoraggio dei fornitori", ha detto il pm Giannino che ha sottolineato il mancato rispetto nella scelta dei fornitori degli «elevatissimi standard di sicurezza» previsti sulla carta da Trenitalia, che sarebbero stati ignorati nella scelta dei carri, compreso quello che deragliò innescando l'incendio nel quale morirono 32 persone. In particolare, sia la ditta titolare del carro, l'austriaca Gatx Rail Austria, che le officine Jughental Waggon di Hannover dove fu fatta la manutenzione, sarebbero state scelte pur essendo prive della certificazione Iso 9000, che sarebbe stata invece richiesta in base alle procedure interne di Trenitalia. "Il noleggio dei carri avvenne al buio, senza verificare che ci fosse il certificato di sicurezza" ha detto Giannino.

Il pm Giannotti ha proseguito la sua requisitoria sottolineando come l'incidente di Viareggio sia stato provocato dalla mancanza di manutenzione. La prima causa dell'incidente, ha ribadito, non fu la 'cricca', ossia la crepa che poi determinò la frattura dell'assile, ma «il non essersi dotati dei criteri per intercettarla». La 'cricca', ha affermato ancora, «non era un vizio occulto, ma palese nella mancanza di manutenzione». Fs, ha affermato sempre Giannotti, avrebbe fatto «cieco affidamento» sui fornitori, «dichiarando che il sistema europeo avrebbe impedito ogni forma di controllo».