Muore padre di 53 anni. Era malato dal 2007: "Gli diedero 3 mesi di vita"

Leonardo Viviani ha lottato con tutte le sue forze. Faceva il macellaio. Il ricordo dei figli: "Neppure i medici capivano come potesse reagire alle cure"

Leonardo Viviani

Leonardo Viviani

Pietrasanta (Lucca), 25 settembre 2023 – Quando nel 2007 rimase coinvolto in un incidente stradale, pensò di essere stato fortunato ad averla scampata e di poter far ritorno a casa. Ignorando che quel casuale episodio avrebbe trasformato la sua vita in una continua altalena sempre in bilico tra angoscia e speranza. In seguito all’incidente, Leonardo Viviani scoprì infatti di essere affetto da un tumore al cervello, talmente grave che i medici gli avevano dato appena tre mesi di vita. L’uomo , noto macellaio di 53 anni che abitava a Capriglia – aveva lavorato sia nel suo paese d’origine sia a Forte dei Marmi – purtroppo si è spento sabato dopo aver lottato con tutte le sue forze. Ma da quella diagnosi sono passati ben 16 anni, con i familiari e i medici che non hanno mai saputo darsi una risposta.

Le sue condizioni erano progressivamente peggiorate da maggio, tant’è che aveva dovuto lasciare il lavoro, con l’ultimo ricovero avvenuto due domeniche fa. "Aveva scoperto la malattia dopo l’incidente nel 2007 – raccontano i figli Alessandro e Nicola – con i medici che gli avevano dato solo tre mesi di vita. Invece aveva reagito alle cure e il male si era fermato: a Pisa gli dissero di continuare con i controlli. È andato avanti così fino al 2014, quando ha dovuto operarsi a Livorno perché il tumore era ritornato. Quella volta sembrava che le terapie non funzionassero e la previsione era che potesse vivere al massimo per altri cinque anni. Invece aveva risposto bene a un farmaco sperimentale e nel 2015 lo avevano sottoposto a un’altra operazione: sembrava fosse tutto risolto. Era diventato argomento di studio ai congressi medici perché nessuno capiva come potesse andare avanti così tanto. Ci ha dato un grande insegnamento, è stato un vero guerriero. Faceva sempre battute con i dottori, ha lottato senza mai perdere il sorriso e senza mai farlo pesare a nessuno".

Oltre ai due figli, che ringraziano il dottor Pieri, neurochirurgo dell’ospedale di Livorno, Viviani lascia i nipoti Gianmarco, Tommaso, Mia e Rachele, i genitori Giuseppe e Silvana, e i due fratelli Andrea, con la nipote Rebecca, e Stefano. In lacrime anche il circolo Soms di Capriglia: i titolari hanno organizzato una cena a base di pizza per domenica prossima ("avrebbe dovuto mangiarla da noi proprio il giorno in cui è stato ricoverato") per devolvere il ricavato alla ricerca sul cancro. La salma di Viviani si trova alla cappellina della Croce Verde, dietro il Sant’Agostino: i funerali oggi alle 15.30 in Duomo.