Lo Sprocco è croce e delizia. Contestati alcuni verdetti

Nel mirino le parolacce nelle scenette e il podio dei brani. Lanterna in forse per il 2025

Lo Sprocco è croce e delizia. Contestati alcuni verdetti
Lo Sprocco è croce e delizia. Contestati alcuni verdetti

Il tormentone non è solo un pezzo memorabile, come il ritornello de “La giostra“ che ha regalato a Strettoia la prima vittoria in 20 edizioni dello Sprocco. Il tormentone è anche la scìa polemica che ogni anno, puntuale, spunta all’indomani gettando una manciata di sale sulla Festa della canzonetta e del teatro dialettale. Un Carnevale croce e delizia. Partendo dalle canzoni dello Sprocco, nessuno contesta la storica vittoria dei neroverdi strettoiesi, ma la classifica finale è andata di traverso a Il Tiglio-La Beca, arrivata sesta. "Non ce l’aspettavamo – dice la presidente Cristina Bertolucci – e come noi la pensano tutti quelli che a teatro ci davano sul podio. Avevamo due donne, anzi, due potenze come l’autrice Giulia Mutti e la cantante Inga. Forse ci siamo illusi". Gongola invece il presidente di Strettoia Lorenzo Silicani, eletto da pochi mesi: "Volevamo fortemente vincere lo Sprocco soprattutto dopo l’ultimo posto del 2023. Ho confermato Rebecca proprio per consentirle una rinvicita, affiancandola a due amici e professionisti come Alessandro e Stefano. Mi piacevano molto i brani di Africa e Beca, ma ci ho sempre sperato".

Sul fronte delle scenette, esulta la presidente di Marina Francesca Puccetti: "Abbiamo meritato la Scartocciata, è stato in particolare il tema a farci vincere in quanto d’attualità e dedicato alla nostra zona. Siamo soddisfatti: tre premi e il podio per lo Sprocco, dove Strettoia ha vinto con pieno merito". Amareggiato invece il presidente della Lanterna (giunta seconda) Silvano Benedetti. "Da tre anni ci penalizzano sul tema, eppure abbiamo fatto ridere tutti. Onore a Marina, ma se deve essere sempre così valuteremo se partecipare nel 2025". La scenetta di Marina, inoltre, è finita nel mirino di altre contrade a causa di qualche parolaccia di troppo. " È il vulgo dialettale: il regolamento – replica il presidente delle giurie Ezio Marcucci – vieta espressioni blasfeme e offensive del pudore, ma non è prevista nessuna azione penale immediata. Quando i presidenti fanno le riunioni e cambiano i regolamenti siano responsabili di quel che decidono. Le canzoni? Quella della Beca era bellissima, ma evidentemente non aveva attinenza al tema carnevalesco".

Daniele Masseglia