
L’imprenditore che amava Viareggio
Il ‘Piazzone’, il mercato del centro storico viareggino, era un po’ la sua seconda casa. Un uomo e un imprenditore con il salmastro addosso, un amore sconfinato per la città in tutte le sue declinazione, una passione travolgente per lo sport, tanto da essere stato nella storia locale uno dei dirigenti che per quasi 30 anni hanno avuto incarichi importanti sia nel Viareggio (calcio) che nel Cgc Viareggio (calcio e hockey). Per Sauro Iacopini – scomparso nel settembre di 14 anni fa – la molla del suo impegno su più fronti scattava non solo quando appariva la parola Viareggio ma anche quando c’era da dare una mano a quelle associazioni che animavano il volontariato sociale, alle quali non ha fatto mai mancare il suo sostegno. Basta dare un’occhiata alle pubblicazioni che andavano in stampa in occasioni delle più disparate manifestazioni organizzate in città, per scoprire il nome della sua azienda. Insomma, un uomo con un cuore grande così che con una spiccata cultura del lavoro – con la moglie Emiliana era il titolare di un negozio storico del Piazzone, “Tendaggi Emiliana” – era riuscito a diventare un’eccellenza del settore con una clientela che sforava ovviamente i confini locali e anche regionali. Generoso e altruista per natura, era anche un inguaribile ottimista: per lui il bicchiere con un po’ d’acqua era sempre mezzo pieno e non mezzo vuoto.
Insomma guardava alla vita di tutti i giorni con la voglia di sfogliare le ore così come venivano, per gustarsi ogni momento, senza dimenticare che se qualcuno gli bussava sulle spalle, non tirava dritto ma si fermava ad ascoltarlo. La storia di Sauro Iacopini ha attraversato momenti importanti della città, dalla metà degli anni ‘70 in avanti, il suo nome è stato costantemente in copertina. Ma lui non se la tirava: aveva il senso della misura, non voleva mai strafare, un uomo saggio di sani principi che ancora oggi viene ricordato per quello - in termini di impegno e di partecipazione alla vita attiva - che ha dato alla città. Un personaggio-anti personaggio che non ha mai chiesto la copertina, semmai erano gli altri che ce lo spingevano, per ‘ripagarlo’ del suo impegno, ma per il buon Sauro andava bene così, la vanità non era nelle sue corde e nel modo di intendere la vita: la poltrona da presidente – aveva fatto solo un’eccezione in un momento particolare di un club locale – non lo stuzzicava, gli piaceva solo essere considerato un uomo che voleva bene a Viareggio.