
Giampiero Pardini si prepara a far partire i lavori della nuova sede
Se non ci saranno nuovi codicilli interpretativi da superare o contrattempi dell’ultima ora, a febbraio la prima pietra per la nuova sede della Pardini Armi diventerà realtà: l’azienda lidese, leader mondiale nella progettazione e costruzione delle pistole sportive, ha vissuto un’estate copertina alle Olimpiadi di Parigi, nove medaglie conquistate da atleti di mezzo mondo che sparavano con le ‘Pardini’, oltre ad altre quattro allori nelle Paralimpiadi. "La ‘nuova’ sede – spiega il titolare e fondatore dell’azienda, Giampiero Pardini – sorgerà a 200 metri da quella attuale, che non verrà abbandonata, ma rimarrà un punto nevralgico della nostra produzione. Quella nuova sarà una proiezione nel futuro, visto che avremo a disposizione il doppio dei metri quadrati attuali: da mille a duemila, in linea con le direttive del Piano strutturale, con l’attenzione del Comune e della Regione, e con le norme di legge nazionali, tese a incentivare gli investimenti. La vecchia sede non poteva più sopportare ampliamenti ma l’avere a disposizione un terreno nelle vicinanze ci ha permesso di poter compiere questo passo in linea con la voglia di crescere, come il consistente acquisto di macchinari dell’ultima generazione per la produzione di qualità effettuato negli anni precedenti".
Sui costi dell’operazione, Giampiero Pardini è laconico: "Quello che serve per fare un bel lavoro, con i crismi di sicurezza, un ambiente dove si possa lavorare con il sorriso sulle labbra". L’imprenditore è è fiducioso: "Se partiamo a febbraio, sono convinto che prima della fine del 2025, la nuova sede potrà essere inaugurata. L’obiettivo è quello di aumentare la produzione, senza dover esternalizzare certi servizi, perché le richieste di armi sportive continuano ad arrivare da tutto il mondo, anche da nazioni con le quali fino a oggi non avevamo avuto alcun tipo di contatto. E’ ovvio che con la nuova sede ci saranno anche altre assunzioni: almeno una ventina di persone che andranno a integrarsi con i 25 attuali, tutti molto giovani e orgogliosi di fare parte di questa azienda che ha nel suo Dna una gestione molto familiare".
Il mercato internazionale delle armi sportive tira parecchio e l’azienda lidese – con le sue consociate in mezzo mondo – è preparata a raccogliere le sfide del futuro. "Se, quando scelsi di abbandonare il precedente lavoro nella carrozzeria per iniziare questa avventura – conclude Pardini –, mi avessero detto che sarei arrivato dove sono ora, non ci avrei creduto... Certe emozioni, gli atleti che vincono alle Olimpiadi impugnando le pistole ‘Pardini’, non hanno prezzo.... Come quando Niccolò Campriani conquistò l’oro con una carabina ideata e realizzata nelle nostre stanze che ora si trova al museo del Comitato olimpico internazionale a Losanna, accanto ai guantoni di Cassius Clay e alla racchetta di Bjorn Borg".
Giovanni Lorenzini