Iniziata la corsa al biglietto. Serve a evitare il rincaro

Giuliano Olivi per la quinta volta è il primo ad aver completato l’acquisto. L’aumento di 5 euro? C’è anche chi vede il costo del cumulativo troppo basso.

Iniziata la corsa al biglietto. Serve a evitare il rincaro
Iniziata la corsa al biglietto. Serve a evitare il rincaro

Ieri, con l’inizio della vendita dei biglietti cumulativi, è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia al Carnevale 2024. E, immancabili, sono arrivate le prime polemiche. Giuliano Olivi si è confermato, "per il quinto anno consecutivo", sottolinea con orgoglio, il primo acquirente dell’ambitissimo coupon. "Non posso che rammaricarmi del fatto che ci sia stato un aumento, conseguenza credo logica del carovita, ma un modo per aggirare il problema è proprio quello di fare l’acquisto per tempo, e quasi un mese di tempo credo che possa bastare". Giuliano racconta anche un simpatico aneddoto sul suo arrivo in Cittadella. "Quando mi sono presentato alla cassiera - racconta divertito - sono stato accolto con un ‘Ciao ti aspettavamo’".

Non trova motivi per far polemica Emanuela Lagalla: "Per lo spettacolo che offre il nostro Carnevale il prezzo è anche modesto. Chi fa polemica dovrebbe ricordarsi quanto costa l’ingresso ad un grande parco acquatico". Ancora più netto Giancarlo Gabbricci di Castefiorentino, ma sempre presente dal 1980 a ogni corso. "Che siano 45 o 50 euro il prezzo del cumulativo, mi pare anche troppo basso per il livello dello spettacolo offerto. Del resto quanto si paga per andare al cinema? In proporzione molto di più. Anche il prezzo del biglietto singolo mi pare basso". Anche Walter Pulvirenti si è confermato come uno dei primi acquirenti del coupon. "Per me è una tradizione – dice – Se proprio posso fare un appunto, forse passato inosservato, è che lo sconto Esselunga è calato dal 20% al 12% e poi, magari, avrei compreso maggiormente questo aumento con la decisione di far sfilare un quinto carro di Seconda".

Chi non concepisce proprio l’aumento è Silvio Bertoldi e lo fa con tanto di tabella Istat alla mano. “L’incremento rispetto al 2023 - argomenta - è superiore all 11% e questo cozza incredibilmente con la natura popolare della manifestazione. Personalmente di popolare nel Carnevale non ci vedo più nulla, anzi è divenuta una mera festa piegata d una logica privatistica; quella del profitto". Ancora più netto Lorenzo Pardi che non presenzierà a nessun corso. "In un momento di forte crisi questa Fondazione pensa bene di aumentare il costo del biglietto. Evidentemente siamo un popolo ricco? Personalmente credo proprio di no".

Sergio Iacopetti