Il melone giallo e la sua capacità salva-cuore

Nel 1852 la luminosa e civilissima Bologna faceva parte dello Stato pontificio governato con pugno di ferro da Papa Pio IX, l’ultimo Papa Re. A fare le spese di questa severità fu una famiglia ebrea di nome Mortara; questa splendida famigliola era composta da ben sei figli; l’ultimo arrivato era Edgardo che fin dalla nascita si dimostrò cagionevole di salute; la cameriera temendo il peggio lo fece battezzare di nascosto; e qui il dramma; dopo sei anni l’ufficio anagrafe di Roma segnalò l’abnormità di un bambino battezzato in una famiglia ebrea. E qui l’abisso; ben sei giannizzeri si presentarono a casa Mortara portando via con la forza il piccolo Edgar. Facile immaginare il dolore e la disperazione di fratelli e genitori, ma la cosa che più colpì fu la risolutezza di questo Papa che, nonostante le preghiere da tutto il mondo, vietò per sempre la restituzione del ragazzino.

Meno male che presto ci fu la breccia di Porta Pia che illuminò lo stato pontificio.

Fortunatamente questo Papa viene ricordato anche per cose più “dolci“; era un periodo in cui ricchi prelati e semplici uomini di chiesa si abbuffavano di costose pietanze alla faccia del popolo in miseria; tavole straricche di arrosti, sughi, intingoli ben presto svilupparono micidiali casi di Gotta.

Papa Pio IX allora, memore di come Lorenzo il Magnifico e i suoi discendenti avessero combattuto la gotta, fece impiantare nel paese di Cantalupo (vicino Roma) ettari ed ettari di un melone dalle enormi proprietà depurative e antigottose. Ancora oggi questo melone riscuote in dietologia un ottimo successo. E’ un frutto rinfrescante, depurativo diuretico. Ottimi anche i suoi semini ricchissimi in acidi Omega tre detti anche acidi salvacuore. Eccezionali anche i meloni gialli invernali che riescono a mantenersi sani per tutto l’inverno senza l’aiuto di frigoriferi.