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28 apr 2022

Versilia: addio al mito del bagnino. Non se ne trovano più

Con la stagione turistica all’inizio molti stabilimenti balneari sono in difficoltà. Tra la cause, il problema del ricambio generazionale e i due anni di pandemia

28 apr 2022
daniele mannocchi
Cronaca
FOTO UMICINI
Sicurezza in spiaggia
FOTO UMICINI
Sicurezza in spiaggia

Versilia, 29 aprile 2022 - La canottiera rossa ha perso fascino. E forse, tra le cose da mettere nei musei dell’era pre-Covìd, c’è pure il mito del bagnino. A cavallo tra aprile a maggio, diversi stabilimenti lungo tutta la costa versiliese sono ancora senza personale. Un fenomeno che ancora deve essere pienamente indagato e compreso, ma di cui si vedevano le avvisaglie già da qualche anno.

«Ci sono problemi perché è in corso un ricambio generazionale tra i bagnini e purtroppo il periodo dei due anni di Covìd ha rallentato anche le frequenze dei corsi per attribuire i brevetti – spiega il presidente dei balneari di Lido di Camaiore Marco Daddio –; diciamo che mancano le sostituzioni sui giorni liberi e le coperture dei periodi di pausa pranzo. Per il resto, per quest’anno siamo riusciti a coprire, tranne alcuni casi che spero si risolvano a breve. E’ chiaro che il bagnino deve essere una figura professionale con esperienza. Sarebbe interessante capire se fosse attuabile una sorta di stage per i nuovi brevettati per fargli acquisire anche le competenze sul campo". E pure a Viareggio la situazione non è rosea, nonostante i balneari abbiano reso ’smart’ la ricerca di un’occupazione (basta inviare una mail a [email protected]): "Abbiamo dei bagni che potrebbero avere delle difficoltà ad aprire – commenta il presidente dei balneari Luca Lippi –; negli ultimi anni il numero dei bagnini era sempre diminuito, in più con il Covìd i corsi sono rallentati e ora mancano le nuove leve. Oltre tutto, i ragazzi non li possiamo gettare subito nella mischia: vanno formati, ci vuole calma, è un mestiere di responsabilità. E’ tutta la catena che si spezza: mancano i ragazzini che rastrellano, che magari si appassionano e fanno il corso diventando poi bagnini. E’ un problema su cui stiamo lavorando: per ora abbiamo attivato l’indirizzo mail, poi vedremo di individuare qualche forma d’intervento più strutturale. Ma ormai si parla del prossimo anno: per questa stagione i tempi sono troppo stretti".

E chi sta a contatto diretto con i ragazzi che prendono il brevetto, cosa pensa? "In Versilia i bagnini ci sono. Anzi, sono anche troppi – commenta Antonio Colonna , istruttore della sezione versiliese della Società Nazionale Salvamento –; ogni anno diamo il brevetto a 40, 50 ragazzi. E siamo una delle tre associazioni con cui si può prendere il brevetto in Versilia. La Fin poi lavora con la scuole, quindi sfornano anche più bagnini di noi". E quindi, con un centinaio e passa di neo-brevettati ogni anno, com’è possibile che manchi personale? «Alcuni ragazzi prendono il brevetto per il credito formativo scolastico – continua Colonna – mentre per chi veramente vorrebbe lavorare sul mare, bisogna farsi qualche domanda. Il bagnino non è più un lavoro ambito? Non direi proprio: ci sono stabilimenti dove appena si libera un posto parte la corsa e la gente sgomita. Ma per gli altri, per le posizioni di completamento da tre, quattro ore al giorno, che magari lavorano per mantenersi agli studi e non riescono neanche a coprire tutte le rate dell’università, ha ancora senso? In questo senso, dire che non ci sono più bagnini è solo una mezza verità".

 

 

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