Matteo Renzi a Perugia per sostenere la candidatura di Catiuscia Marini (LaPResse)
Matteo Renzi a Perugia per sostenere la candidatura di Catiuscia Marini (LaPResse)

Perugia, 27 maggio 2015 - Per «far ripartire l'Umbria e l'Italia» servono tre «'L': legalità, lavoro, e leggerezza». Lo afferma il premier Matteo Renzi intervenendo a un comizio elettorale a Perugia che, sul tema del lavoro sottolinea come «questo si costruisca non solo semplificando le regole, ma con uno Stato più semplice». Quindi il premier ricorda il Jobs Act, «la cosa più di sinistra fatta negli ultimi anni». «C'è bisogno che non la diamo per vinta. Qui c'è da lavorare, mancano 5 giorni e sono decisivi. Allora istruzioni per l'uso: prendere telefonino in mano, controllare la rubrica, fare l'elenco di persone da contattare» e «raccontiamo che nella scommessa di Catiuscia c'è la scommessa di tutti voi», aggiunge Renzi che, iniziando il suo intervento, aveva scherzato: «Sono qui come segretario per aprire la campagna elettorale in Umbria».

«Sento parlare di impresentabili, presentabili...ma il Pd è il partito che ha fatto la legge anticorruzione con pene più dure di quelle che c'erano prima, ha fatto una legge per cui chi vuole patteggiare perché ha rubato, patteggia ma paga fino all'ultimo centesimo e fino all'ultimo giorno della sua pena. Ha rimesso il falso in bilancio, ha messo l'autoriciclaggio e ha fatto accordi con Svizzera e Vaticano per riportare i soldi in Italia facendo pagare le tasse, ha fatto legge sugli ecoreati», spiega Renzi che poi ribadisce: «Questo è Pd, perché erano anni che queste leggi venivano vagheggiate, ispirate, sussurrate, noi le abbiamo fatte».

«L'Umbria è stata ben governata da Catiuscia Marini nei precedenti cinque anni, e lunedì prossimo Catiuscia sarà di nuovo alla guida di questa regione amata da tutta l'Italia, di cui è il centro geografico e da cui è possibile una ripartenza per tutto il paese». Renzi ha ricordato quando, con il suo gruppo scout, venne a Nocera Umbra dopo il terremoto del 1997: «Mi resi conto in quella situazione di quanto questa terra fosse nel cuore di ogni italiano, che qui aveva una casa, un parente, una fidanzata. E vederla stamani dall'elicottero mi ha fatto commuovere». E ha aggiunto: «Venendo a Perugia ho telefonato al sindaco di Perugia (Andrea Romizi, di centrodestra, ndr): gli ho spiegato che siamo in campagna elettorale e che non sarei andato a salutarlo. Ma gli ho anche detto che lo farò la prossima volta che verrò in questa città. È così che si fa. La nostra è una campagna elettorale in cui non attacchiamo i nostri avversari».