Stefano Lucidi
Stefano Lucidi

Perugia, 18 settembre 2019 - La decisione del capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, di stringere anche in Umbria un patto di governo con il Partito democratico non è stata digerita facilmente da tutti i pentastellati umbri. In particolari dai portavoce, i consiglieri comunali eletti nelle amministrazioni umbre. Al punto che ieri, durante un vivace dibattito in una chat WhatsApp privata dove ci sono i portavoce (compresi consiglieri regionali e parlamentari) sarebbe emersa - secondo quanto ha riportato l'AdnKronos – la volontà di dimissioni di massa di tutti i portavoce. A lanciare la proposta, il senatore Stefano Lucidi: "Se avessi in mano 33 lettere di dimissioni potenziali di tutti, forse qualche info riuscirei a ottenerla", scrive il pentastellato rispondendo a chi chiede di alzare la voce per farsi sentire dai vertici. La proposta, che suona come una provocazione, trova l'immediata adesione di Marco Gasperi, consigliere al Comune di Città di Castello: "Per me firmala tranquillamente".

Non manca chi prende le difese del leader M5S, come il consigliere di Gubbio Rodolfo Rughi: "Massima fiducia in Di Maio".

Ma è lo stesso senatore Lucidi a chiarire che in realtà quella era solo un pezzetto di una conversazione lunga e articolata e privata, evidenziando come tutti siano pronti ad accettare le indicazioni del capo politico. "Sappiamo chi è stato a diffondere il contenuto della chat che è privata – spiega -. Quella è solo una frase estrapolata da un contesto più ampio. Messa così può significare tutto e anche il suo contrario. Poteva anche soltanto essere una battuta... La decisione di Di Maio di un patto civico in Umbria mi soddisfa pienamente, tra l'altro giovedì facciamo le regionarie per decidere chi saranno i nostri venti candidati. Nessuno si dimetterà – garantisce – non ce n'è alcun motivo. Non intendo comunque rivelare il contenuto complessivo della discussione che è privata. Il momento è importantissimo e il dibattito complesso, è riduttivo riportare stralci di messaggi e trarne le conclusioni".

Anche Gasperi conferma il contenuto di quella frase, ma spiega "che è stata estrapolata da un discorso accalorato che in campagna elettorale si fa sempre. Quella di Lucidi era una provocazione bonaria e io ho risposto con una battuta. Non c'è nessuno che vuol dimettersi, ci mancherebbe altro".